Pd, Cattaneo: su human technopole no arbitrio, sì competizione aperta

Pol/Bac

Roma, 16 nov. (askanews) - La mancanza di un 'metodo' nel modus operandi della politica italiana rischia di far deragliare nell'arbitrio irragionevole l'esercizio della sua supremazia. È l'allarme lanciato dalla scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo intervenendo come ospite nella sessione plenaria della tre giorni "Tutta un'altra storia" organizzata dal Pd a Bologna. "Scegliere di includere la scienza nelle decisioni politiche o di escluderla - sottolinea - non è una decisione priva di conseguenze: è sotto gli occhi di tutti, ad esempio, la devastazione da Xylella degli ulivi del Salento, frutto di scelte avulse dai fatti".

Altrettanto evidenti, secondo la studiosa, le conseguenze della mancanza di metodo e strategia nella politica della ricerca italiana, che si ritrovano anche "nel 'peccato originale' dello Human Technopole sorto nell'area ex-Expo di Milano, nato senza competizione ma con la certezza di 140 milioni all'anno, ogni anno, per sempre: risorse dei cittadini, assegnate senza alcuna garanzia che vadano a finanziare le idee più meritevoli".

La senatrice auspica un'inversione di marcia per iniziare 'l'altra storia' che il partito guidato da Nicola Zingaretti intende promuovere, presentando un emendamento alla legge di Bilancio attualmente in discussione che, per garantire una strutturale apertura di HT al sistema della ricerca pubblica italiana, vincola 80 dei 140 milioni "alla copertura dei costi di ideazione, costruzione e mantenimento di 'facilities nazionali HT' e delle spese di mobilità dei ricercatori di Università, IRCCS e Enti pubblici di ricerca dalle loro sedi ad Arexpo, oltre che dei costi delle parti progettuali lì svolte. Il tutto mediante competizione meritocratica".

"L'emendamento - spiega Cattaneo - è nato da un lavoro svolto in coordinamento coi Ministeri coinvolti in Human Technopole (Miur, Ministero della Salute e Mef), ed è studiato in modo da non sottrarre risorse alla Fondazione, non prevedere nuove spese per lo Stato, non bloccare in alcun modo HT o il progetto che va sviluppandosi nell'area Arexpo, non impedire il realizzarsi degli impegni a oggi pubblicamente assunti".

"Le intenzioni - conclude la senatrice a vita - contano, ma le regole di più".