Pd, Ceccanti e Parrini: soddisfatti di lavoro Commissione Statuto

Pol/Gal

Roma, 5 nov. (askanews) - Soddisfatti dal lavoro della Commissione Statuto. Lo affermano Stefano Ceccanti e Dario Parrini del Pd che in una nota spiegano: "Avevamo quattro preoccupazioni fondamentali che hanno trovato rispondenza positiva nel testo definitivo della Commissione di riforma dello Statuto presieduta da Maurizio Martina. La prima era che il superamento dell'automatismo secco tra segretario e candidato premier non riducesse la contendibilità del Pd come partito aperto ed estroverso e non indebolisse la leadership del segretario. Per questo apprezziamo che si sia chiaramente confermata come regola il fatto che il segretario, selezionato con primarie aperte, sia il candidato Premier e che, più in generale, esprima la leadership elettorale e istituzionale. Spetterà comunque a lui, nel caso, l'onere di indicare un diverso candidato alla Direzione, mentre nel caso di primarie di coalizione, mandando a regime la deroga utilizzata nel 2012, sarà naturalmente candidato ed a lui saranno aggiungibili altri candidati Pd".

"La seconda - spiegano Parrini e Ceccanti - è che la semplificazione dell'itinerario congressuale andasse anch'essa nel segno della contendibilità: in questo senso, dopo una fase di dibattito su documenti che aiuterà a istruire i lavori successivi, il ballottaggio secco affidato agli elettori tra i due candidati più votati dagli iscritti, ciascuno legato ad una sola lista di candidati, contribuisce bene allo scopo. Il voto degli elettori sarà ancora più decisivo di quello dello Statuto odierno, dove in astratto era possibile un ulteriore passaggio in Assemblea dopo le primarie. La terza era quella di poter prevedere nell'ambito dell'autonomia statutaria regionale il possibile mantenimento dell'elezione del segretario regionale tra gli elettori, in modo da tener conto della diversità delle situazioni territoriali".

"La quarta era quella di prevedere esplicitamente le primarie per le candidature alle assemblee elettive in tutti i casi in cui il sistema non preveda l'uso delle preferenze in modoc he in nessun caso si possa parlare di nominati. In più, crediamo, appaiono particolarmente importanti e condivisibili sia l'istituzione dell'assemblea dei sindaci sia l'intento di aggiungere alla democrazia rappresentativa consolidata (con iscritti e ed elettori) anche elementi di democrazia diretta con la nuova piattaforma on line in un'ottica di integrazione e non di contrapposizione", concludono i due esponenti del Pd.