Pd, conta in gruppo Camera: Serracchiani in vantaggio

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A meno di sorprese domani sera Debora Serracchiani sarà la nuova presidente dei deputati Pd. Numeri alla mano, il consenso per la presidente della commissione Lavoro doppia quasi quello dell'altra candidata Marianna Madia. In particolare grazie al sostegno di Base Riformista che conta, da sola, circa un terzo dei parlamentari dem (in tutto 93) a Montecitorio, oltre a quello di Areadem di Dario Franceschini e di altri deputati in modo trasversale.

Per Madia c'è l'area dei Giovani Turchi e, anche in questo caso, consensi sparsi nel gruppo. "Un po' di rimescolamentio ci sarà", prevede un deputato che sostiene Madia ma "con il sostegno di Base Riformista che ha stretto un accordo per avere Piero De Luca come vice vicario, i giochi sono abbastanza chiusi". Una sfida complicata in partenza ma, almeno fino al pomeriggio di oggi, la candidatura di Madia è confermata.

Le polemiche delle ultime ore lasciano strascichi pesanti nel gruppo, tensioni che per molti potevano e dovevano essere evitate. Tanto che ieri era circolata l'ipotesi di azzerare tutto e ripartire magari con una terza candidatura unitaria. Oggi però, spiegano fonti parlamentari dem all'Adnkronos, quell'ipotesi è tramontata e quindi, a meno di sorprese dell'ultima ora, si andrà alla sfida Madia-Serracchiani. Seggio elettorale aperto dalle 15 alle 18. Non è previsto dibattito ma solo il voto per la nuova presidente.

Da parte sua il segretario Enrico Letta invita alla "serenità" e scherza sul termine noto per lo 'stai sereno' di Matteo Renzi così: "Se posso permettermi di usare questo termine credo che la scelta di domani alla Camera, per scegliere la nuova capogruppo, vada fatta in grande serenità". Ma il segretario aggiunge anche: "Mi stupisce come venga trattata la questione Madia-Serracchiani sui media: se fosse stato un confronto tra due uomini si sarebbe usato ben altro linguaggio".

Per Letta quella del ricambio "non è una battaglia, è la precondizione per stare in una società in cui uomini e donne devono avere le stesse opportunità". E Titti Di Salvo, deputata dem in prima linea sulla parità di genere, osserva parlando con l'Adnkronos che il confronto tra Madia e Serracchiani sia "un segno di cambiamento, una competizione tra due donne competenti, che hanno alle spalle esperienze che provano la loro competenza. Sono molto d'accordo con Letta quando dice che se si fosse trattato di un confronto tra due uomini sarebbe stato raccontato diversamente. Madia e Serracchiani non hanno bisogno di essere indicate da nessuno".

Non è dello stesso avviso la senatrice Monica Cirinnà: "'Lo scontro tra Serracchiani e Madia? Penso con dolore e tristezza che è un panorama che di solito le donne non dovrebbero dare. Ne penso ogni male possibile, perché siamo ancora alla cooptazione e a quello che viene concesso dagli uomini nei confronti delle donne. Se fossi Delrio azzererei tutto e aprirei le candidature, più ce ne sono e meglio sarà".