Pd, Cuperlo: non inseguire il centro, su di me veto di Renzi

Afe

Roma, 1 feb. (askanews) - "Inseguire un centro che non c'è porta a fare la versione moderata della destra, ci abbiamo provato in passato con esiti disastrosi". Lo afferma Gianni Cuperlo, 58 anni, presidente della Fondazione dei Dem, in una intervista a 'La Repubblica'.

Cuperlo doveva essere candidato per le elezioni suppletive di Roma, ma l'idea è poi saltata. "Mi risulta - spiega - che Italia Viva abbia posto un veto sul mio nome, poi hanno avanzato una candidatura civica autorevole. Malgrado la volontà di Zingaretti e il sostegno di molti iscritti, ci sono ancora pratiche di esclusione o di corrente. Renzi lo capisco, è coerente con se stesso". Adesso quindi sosterrà Gualtieri? "Come può dubitarne? Ho sostenuto il Pd sempre, anche quando chi lo guidava ha messo ai margini quanti di noi si opponevano a scelte sbagliate".

Nel Pd, per Cuperlo, occorre "cambiare tutto e avere il coraggio di una cessione di potere, che è cosa diversa da usare gli esterni a patto che non disturbino le nomenclature. Il problema non è abbellire le liste con qualche nome esterno. Penso a un congresso costituente verso il civismo, a patti con i movimenti, le Sardine certo, ma anche una rete di associazioni, sindaci, amministratori. Naturalmente tutto questo ha bisogno di un'altra marcia del governo perché quello sarà un passaggio decisivo".

A proposito del M5s, Cuperlo dice di aver "apprezzato le parole di Patuanelli, adesso devono scegliere il campo dove stare avendo compreso che rimanere nel guado non paga più". Ma nel futuro il leader sarà Conte? "Apprezzo le sue doti di mediatore ma la leadership non si decide a tavolino".

Infine un passaggio sulle 'Sardine'. Quanto piacciono a Cuperlo? "Da uno a dieci, le dico dieci. Il loro debutto a Bologna è avvenuto la sera prima della assemblea dem su 'Tutta un'altra storia'. Aspettavamo 500 persone, ne sono arrivate 4000, è il segno che quei mondi vanno incrociati, nel rispetto della loro autonomia certo, ma non sono piazze contro la politica, chiedono alla politica e a noi di cambiare".