Pd e Italia Viva non si fidano: "Patuanelli garantisca la tutela dei lavoratori dell'Ilva"

Gabriella Cerami

Il Partito democratico e Italia Viva non si fidano: “Proveremo con un ordine del giorno articolato e dettagliato ad avere rassicurazioni sulla prosecuzione del percorso avviato. A noi interessa – dice il vicepresidente del gruppo Pd al Senato, Dario Stefano - la prosecuzione dei lavori e la tutela dei lavoratori” del’ex Ilva di Taranto. Nella corsa contro il tempo per approvare il decreto ‘Salva imprese’ in discussione al Senato, in scadenza il 3 novembre ma occorre anche un passaggio alla Camera, si inseriscono parecchie insidie. Tra queste le parole del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, pronunciate proprio a Taranto, per il quale l’azienda siderurgica andava chiusa e riconvertita.

Per questo gli alleati di governo ora chiedono al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli di fare chiarezza in Aula, quando con ogni probabilità sarà posta la questione di fiducia. L’ordine del giorno al decreto ‘salva-imprese’, firmato da senatori di Pd, Iv e Autonomie, e approvata a tarda sera impegna il governo anche a dare una soluzione all’ex Ilva che passi anche per “l’adozione, nel quadro generale anche comunitario di ristrutturazione dei processi industriali, di modalità produttive orientate ad una progressiva decarbonizzazione dell’impianto”. Per i dem l’approvazione del loro ordine del giorno è particolarmente importante in vista dell’intervento che il ministro del Mise dovrà tenere in Aula.

L’altro nodo riguarda lo scudo penale. La maggioranza ha trovato l’intesa per sopprimere l’articolo che riguarda l’immunità penale per l’ex Ilva, ora Arcelor Mittal. Ma il governo ha preso anche l’impegno per affrontare l’argomento in un’altra sede, con un strumento, o un provvedimento, ad hoc. Sarebbe questa, secondo fonti di maggioranza, la quadra raggiunta.

Tuttavia secondo Angelo Bonelli, l’immunità per i vertici dell’azienda c’è lo stesso ma sotto forma diversa. In sostanza resta in vigore il...

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