Pd e M5s avvertono Renzi: il governo Conte è l'ultimo di questa legislatura

serenella ronda

Sale nuovamente la tensione nella maggioranza. Matteo Renzi torna a picconare, ma Pd e M5s fanno asse e avvertono: se cade questo governo si torna al voto. Il leader di Italia viva va alla carica sulla manovra e chiarisce che il suo partito non sosterrà mai nuove tasse. Non solo. Renzi, in un'intervista al Messaggero, arriva anche ad ipotizzare un cambio della guardia a palazzo Chigi: "Niente di personale sia chiaro, a me sta a cuore l'Italia non il futuro dell'avvocato Conte", afferma l'ex premier, secondo il quale si potrebbe "andare avanti con o senza Conte".

Ma è soprattutto il fronte manovra il vero obiettivo dell'affondo renziano: "Le tasse su zucchero, plastica e auto aziendali" sono "una inspiegabile mazzata alla classe media". Renzi riconosce che, oltre che sull'Iva, "in questa manovra c'è qualche segnale incoraggiante su famiglia, sanità, stipendi", ma avverte: "Ora c'è bisogno di eliminare i tre principali errori rimasti", ovvero le tasse su zucchero, plastica e auto aziendali.

Il Pd reagisce compatto

Parole e toni che suscitano la netta e compatta reazione del Pd. Dal Nazareno parte un fuoco di fila contro l'ex segretario, al cui indirizzo viene fatto recapitare un messaggio chiaro: "Il Governo Conte è l'ultimo di questa legislatura. Chi lo indebolisce con fibrillazioni, allusioni, retroscena di palazzo, fa il gioco della destra. Forse sarebbe ora di smetterla", afferma il capo delegazione dem, Dario Franceschini. "La legge di bilancio blocca la stangata Iva, cancella il superticket, taglia le tasse ai lavoratori, aiuta le imprese che investono. Tutte le scelte, comprese le più contestate, sono state condivise da tutta la maggioranza", scandisce il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, che invita gli alleati a mettere fine "alle polemiche. Lavoriamo insieme per migliorare la manovra".

Basta fuoco amico è il coro che si leva dal Pd, con la sottosegretaria Simona Malpezzi che ricorda: "Se si governa insieme, si fa squadra". E Alessia Morani insiste: "Il problema è che oggi chi vota i provvedimenti in Consiglio dei ministri dopo 12 ore fa lo gnorri e fa partire il fuoco amico. Quanto può durare questo giochino?", chiede la sottosegretaria al Mise.

"Non capisco come mai ogni volta si finiscono i vertici di maggioranza con l'accordo, poi, invece, si esce da Palazzo Chigi e iniziano i distinguo e le critiche. Appello a tutti: serve più serietà", è il richiamo di Anna Rossomando. Quelle sulla plastic tax sono "polemiche sterili", afferma il vicesegretario dem Andrea Orlando.

Per Walter Verini è ora di finirla con "proclami e avvertimenti", anche perché "le bandierine propagandistiche rischiano di indebolire e destabilizzare una situazione di per sè delicata". E Andrea Romano riporta alla memoria le fibrillazioni del governo Prodi, paragonando Renzi al senatore di Rifondazione Franco Turigliatto, che diede una mano alla caduta dell'esecutivo di centrosinistra: "Che senso ha picconare ogni giorno il governo di cui si fa parte? Italia viva partito di lotta e di governo, stile Turigliatto?".

Contro Renzi, però, si scagliano non solo i 5 stelle, che mettono subito in chiaro: "Non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo, immaginando scenari futuri decisamente fantasiosi. Lo stesso vale anche se si continua a indebolire quest'esecutivo attraverso messaggi che fanno male al Paese e che lo mettono continuamente in fibrillazione".

Anche da Leu arriva la richiesta rivolta a Renzi di porre fine ai 'controcanti' destabilizzanti: "Al governo serve coesione per valorizzare i risultati ottenuti. Basta con i distinguo quotidiani", afferma il capo delegazione Roberto Speranza. "Chiedere di rivedere i fondamentali della manovra al solo scopo di ottenere maggiore visibilità, come fa Matteo Renzi, è un esercizio sterile e autolesionistico che non serve davvero a nessuno", chiosa la capogruppo di leu Loredana De Petris

La replica di Renzi: "Alzare le tasse è un regalo a Salvini"

"Letti i commenti ribadisco: chi vuole abbassare le tasse non è contro il Governo, ma fa un favore al Governo. Chi le vuole alzare come nel caso delle auto aziendali, fa invece un regalo a Salvini ed un danno agli italiani", scrive su Twitter il leader di Italia viva in risposta a chi nella maggioranza lo accusa di mettere a repentaglio la stabilità del governo. 

E su Facebook insiste: "Abbiamo fatto un Governo di emergenza che può aiutare il Paese su molte cose a cominciare dalla riduzione degli interessi sul debito. E parliamo di decine di miliardi, non di spiccioli. Nel merito della legge di bilancio siamo felici dei risultati ottenuti fino ad oggi. Ma non basta".

"Noi continueremo a batterci in Parlamento - prosegue Renzi - per migliorare ancora i provvedimenti su auto aziendali e microbalzelli che feriscono la competitività delle imprese. Le nostre proposte non sono slogan, ma hanno coperture: e se in Parlamento ci saranno i numeri diventeranno legge. Tutto qui. Chi elimina autogol come quello sulle auto aziendali non sta attaccando il Governo: sta facendo un favore al Governo. Invece mantenere quelle microtasse dannose non significa fare un regalo al Governo, ma significa fare un regalo a Salvini". 

"Non mi sono limitato a dire che vogliamo cancellare le tasse sulle auto aziendali: ho spiegato anche come farlo. Perché i populisti parlano con gli slogan, i politici fanno proposte concrete. I politici fanno interviste lanciando idee e proposte, i populisti le commentano avendo letto solo i titoli", chiosa Renzi.