Pd, Gualtieri: partito che si apre non deve perdere i moderati

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Roma, 30 gen. (askanews) - "Nicola ha un grande merito: sin dal primo giorno ha lavorato per unire le forze del centrosinistra in un campo largo in grado di attrarre mondi e movimenti diversi da noi, che non si sentivano più rappresentati. Costruire questo campo è decisivo e anche la mia candidatura va in questa direzione". Lo dice il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, in un'intervista a Repubblica, e parla per la prima volta dopo l'annuncio della sua candidatura alle elezioni suppletive di Roma.

"Questa candidatura non era nei miei pensieri, ma quando mi è stato detto che una mia disponibilità avrebbe consentito un accordo unitario nel centrosinistra ho capito che non potevo tirarmi indietro da una sfida che affronto con entusiasmo - ha spiegato -. D'altronde io sono figlio di questa città e di questo territorio sin dai tempi del liceo Visconti. E considero un onore rappresentarli, come pure poter sostituire in Parlamento Paolo Gentiloni, che proprio nel primo collegio fu eletto due anni fa. L'etica del lavoro e della responsabilità fa parte della mia formazione: la stessa che in agosto, in un momento molto delicato per il Paese, mi ha spinto a lasciare Bruxelles per accettare di fare il ministro dell'Economia ed evitare che il conto del Papeete ci mandasse in bancarotta".

"Lo straordinario risultato di Stefano Bonaccini e del Pd ha consolidato il governo e dimostrato che Salvini si può battere. Il buongoverno, l'unità e l'apertura sono i migliori antidoti contro una destra nazionalista che vuole farci uscire dall'Europa - prosegue -. Ora, come ha detto Conte, apriremo una nuova fase per l'esecutivo. Abbiamo già fatto molto in condizioni difficili — penso all'aumento delle buste paga per 16 milioni di lavoratori, alla gratuità per gli asili nido, all'abolizione dei super ticket — ma non dobbiamo accontentarci dei risultati ottenuti. Il Pd spingerà per una più forte azione riformatrice".

Secondo Gualtieri "l'alleanza di governo tra il centrosinistra e il M5S può diventare una prospettiva strategica anche per la prossima legislatura". Magari con Giuseppe Conte candidato premier di coalizione? "Conte sta facendo molto bene il premier ed è oggettivamente il punto di riferimento del nostro schieramento".

"Io penso che il Conte 2 e la maggioranza escano irrobustiti dal voto emiliano. Il problema del M5S non è l'alleanza con il Pd, ma ridefinire il proprio ruolo e la propria funzione come forza di governo - osserva il ministro -. Un dibattito che mi pare al loro interno esista, senza dubbio travagliato, ma che confido avrà esito positivo".