Pd, Letta sceglie i vice e prende in mano dossier Roma

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Enrico Letta ha iniziato a lavorare di cacciavite, per ricordare le sue parole in Assemblea, sul Partito democratico. Il segretario ha scelto due vice segretari, che proporrà alla prossima Assemblea. Si tratta di Peppe Provenzano e Irene Tinagli. Il primo, già direttore dello Svimez, saggista, ministro uscente del Sud, è vicino alle posizioni di Andrea Orlando. La Tinagli è presidente della Commissione economica del Parlamento europeo, quella in precedenza guidata da Roberto Gualtieri. Economista, accademica, la Tinagli era stata nel gruppo che ha redatto lo Statuto del Pd. Poi deputata con Scelta civica, alle Europee si era candidata con il Pd per Siamo europei di Carlo Calenda, ma quando è nata Azione ha scelto di restare nei dem. "#NextGenerationPd", conia subito l'hastag il ministro Enzo Amendola. Sarà l'eurodeputata a ricoprire il ruolo di 'vicario' come vice Letta: una risposta concreta all'impegno preso dal leader dem di voler dare risposte alla questione della rappresentanza di genere. I vice sono il primo sigillo di Letta al Nazareno.

"Tra una decina di giorni avremo la segreteria", ha promesso il segretario nel tradizionale saluto ai dipendenti del partito. Sulle scelte per la segreteria, comunque, trapela per ora poco del lavoro che Letta sta portando avanti in queste ore con il suo braccio destro, Marco Meloni. Di certo, sarà un 'board' giovane, oltre che unitario. Ma intanto il nodo che Letta deve sciogliere, in fatto di scelte, resta quello dei capigruppo. Martedì incontrerà prima i deputati e poi i senatori. Formalmente per fare il punto sulle sfide parlamentari che lui stesso ha lanciato in Assemblea: ius soli, voto ai 16enni, legge elettorale, riforma dei regolamenti parlamentari.

In realtà, il tema di tutti i discorsi dei parlamentari dem è quello di una eventuale sostituzione dei capigruppo. Stamattina l'Assemblea di palazzo Madama si è riunita: via libera al Bilancio, nessun intervento, nessun accenno al tema. "Almeno uno dei due capigruppo donna ci vorrà", ha detto la senatrice Monica Cirinnà a 'Un giorno da pecora' facendo i nomi di Laura Boldrini alla Camera e Roberta Pinotti al Senato. In Parlamento le voci si rincorrono, la Pinotti e Valeria Fedeli sono i nomi che circolano per palazzo Madama. Debora Serracchiani, Alessia Morani, Paola De Micheli e Marianna Madia alla Camera. Ma per quello che riguarda i gruppi, trattandosi di cariche elettive, è chiaro che ogni decisione va verificata.

Su un altro 'dossier', invece, Letta ha avuto modo di intervenire subito in maniera decisa, quello del sindaco di Roma. Dal Nazareno già ieri era trapelato un certo fastidio per la fuga di notizie sull'impegno di Roberto Gualtieri. In serata Letta aveva poi incontrato i vertici locali del partito per imporre uno "stop ai motori". Oggi Letta ha visto lo stesso Gualtieri: "Non è il momento di decisioni o annunci", hanno sottolineato fonti del Nazareno spiegando che ora "inizia un confronto insieme al Pd locale per arrivare a una decisione sulla candidatura, in aprile".

Nell'incontro Letta ha rinnovato la sua stima all'ex ministro, confermando che lo stop è arrivato più per una questione di metodo. In serata, lo stesso Gualtieri ha poi spiegato su Facebook: "Sto ancora riflettendo se dare la mia disponibilità, che da più parti mi è stata sollecitata". Quanto all'incontro con Carlo Calenda, di cui si è parlato in queste ore, il leader di Azione spiega all'Adnkronos che al momento "non c'è" un appuntamento fissato. Idem per quanto riguarda gli incontri con le forze politiche, annunciati dal segretario in assemblea. Ad esempio da Italia Viva si fa sapere che ancora non ci sono stati contatti in questo senso ma, dice Ettore Rosato, "il segretario si è appena insediato... noi restiamo come sempre disponibili".