Pd-M5S a Bibbiano, amici per forza dopo i veleni

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Di Paola Benedetta Manca e Annalisa Dall'Oca Il Pd, impegnato da giorni in un'estenuante trattativa con il M5s per arrivare a un patto di Governo, mette da parte i dissidi con i pentastellati, anche se "hanno strumentalizzato i fatti di Bibbiano". A sotterrare l'ascia di guerra in nome "di un interesse generale che va preservato e sta portando alla formazione di questo Governo" è proprio il segretario provinciale di Reggio Emilia, Andrea Costa. "Il Governo – spiega all'AdnKronos - è una discussione che non ha nulla a che vedere con le vicende della Val d'Enza". Ma gli insulti dei 5 Stelle al Pd sui fatti di Bibbiano non sono stati dimenticati. "Alcune parole di scusa e di recupero di una forma di rispetto e di senso della misura su questa vicenda sono doverose, anche in vista di una futura collaborazione e perché è fuori dall'esagerazione dei toni che si riesce ad accertare con dovizia la verità".  

"Non dimentichiamo le loro strumentalizzazioni" dice Costa, però, "per il bene del Paese, le due cose vanno messe su piani differenti. Per fare un esempio, può esserci un dissidio tra vicini, ma se c'è da decidere se mettere in sicurezza il tetto del condominio, i dissidi si superano. Intanto ci accordiamo per mandare avanti il Paese". E sempre in territorio reggioemiliano, un eventuale accordo tra dem e pentastellati vede, invece, sulle barricate, il centrodestra, anche in relazione ai fatti di Bibbiano.  

E i Cinque Stelle? "La presenza del M5s al governo è indispensabile" assicura Natascia Cersosimo, consigliera comunale a Cavriago e capogruppo del Movimento 5 stelle nell'Unione dei Comuni della Val d'Enza, dove insiste Bibbiano e - precisa - "la base non è in rivolta con il partito di Bibbiano, ma con un partito che esprime solidarietà agli indagati e non alle famiglie coinvolte. E questo comportamento è ingiustificabile". Riguardo alla possibile alleanza con il Pd è ottimista: "Non credo che precluderebbe il proseguo delle indagini e del lavoro della magistratura. Anzi, in questo momento la continuità del lavoro del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e della commissione speciale nazionale è indispensabile". 

"Un inciucio tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico andrebbe a indebolire i 5 stelle sul territorio". Ad affermarlo è Roberta Rigon, esponente di Fratelli d'Italia di Reggio Emilia e responsabile del dipartimento famiglie. "In questo territorio – spiega – il M5s ha origini di sinistra, magari altrove è diverso ma qui è così. Poi è chiaro che i 5 stelle hanno cavalcato i fatti di Bibbiano, ma ad esempio nella commissione d’inchiesta regionale sul caso affidi l'unica forza d’opposizione inserita dal Pd sono proprio loro. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che stanno conducendo una battaglia dal punto di vista valoriale, non hanno avuto alcuno spazio e questo la dice lunga. Secondo me corriamo il rischio che venga insabbiato tutto".  

Per Cristina Fantinati, commissario provinciale di Forza Italia a Reggio Emilia, "un eventuale ‘inciucio giallorosso’ avrebbe risvolti assolutamente negativi, sia livello nazionale che locale". In primis, spiega, "per il Movimento 5 stelle, che perderebbe credibilità. Sono 10 anni che qui, nei consigli comunali, rappresenta, assieme al centrodestra, l’opposizione al Pd, anzi, al sistema Pd emiliano-romagnolo”. In più, prosegue Fantinati, per quanto riguarda i fatti di Bibbiano, oggetto dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sul presunto giro di affidi illeciti di minori, "nella commissione di inchiesta regionale, l’unico rappresentante dell’opposizione è il Movimento 5 stelle, non c’è alcun rappresentante di centrodestra, è chiaro quindi che trovo questo accordo negativo".  

Un eventuale accordo tra M5s e Pd per governare, ovviamente, non è visto con favore dalla Lega locale che si dice sicura, anzi, che fosse già stato preparato. “Qui in Emilia-Romagna c’è già. Del resto non può essere una cosa degli ultimi giorni, è evidente, si stanno muovendo molto rapidamente". A sostenerlo è Gabriele Delmonte, consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna. “Anche, a livello regionale – spiega -, nella nomina della Commissione d’inchiesta sui fatti di Bibbiano, l’accordo Pd e M5s è stato portato avanti nell’ottica di spartirsi la presidenza e le vicepresidenze della commissione. E una battaglia contro la Lega, da parte loro, ma è anche affinità di pensiero su molti temi".