Pd-M5S, male la prima

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di Mara Montanari Male la prima. Che magari rischia di essere pure l'ultima. La strategia dello stato maggiore Pd, ribadita anche ieri all'assemblea dei sindaci dem da Nicola Zingaretti e da Dario Franceschini alla vigilia del voto, si è scontrata stanotte con il risultato del voto in Umbria. Gli elettori, quelli del Movimento soprattutto, non hanno premiato l'esperimento Pd-M5S.  

Tante le ragioni della sconfitta in una regione che già da tempo non è più 'rossa'. Ma la portata della vittoria del centrodestra a trazione Matteo Salvini, lo scarto tra le due coalizioni mette inevitabilmente una mina sul progetto di alleanza organica con i 5 Stelle perseguito da Zingaretti. E di certo enfatizza i dubbi di quanti, sia nel Pd che nel Movimento, sono perplessi su quella prospettiva. Dal M5S arriva l'ammissione: "L'esperimento è fallito". Un esperimento, invece, che per il premier Giuseppe Conte "sarebbe un errore interrompere".Il dibattito interno al Pd si è appena aperto e Zingaretti per primo non si sottrae: "Rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare". Ma il segretario Pd punta anche il dito su chi, Italia Viva di Matteo Renzi innanzitutto, non ha contribuito a creare le condizioni migliori per il voto in Umbria: "un voto certo non aiutato dal caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del Governo". 

E non solo. Zingaretti chiama anche in causa la scissione renziana: "Il risultato intorno a Bianconi conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all'alleanza". Almeno per quanto riguarda il Pd che, osserva Walter Verini, "tiene rispetto al voto delle europee. Siamo al 21 per cento, alle europee al 24 e con noi c'era Leu, c'era Carlo Calenda e non c'era stata la scissione della componente renziana".  

Tra i perplessi nel Pd sull'alleanza organica con i 5 Stelle c'è il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, che ancora prima che Zingaretti commentasse l'esito del voto è intervenuto così: "Il matrimonio tra Pd e M5S in Umbria - sottolinea - mette in evidenza tutti i limiti di alleanze costruite all’ultimo minuto e senza contenuti. Mi auguro che in vista delle prossime regionali, il Pd discuta meglio con i territori se sia o meno il caso di presentarsi in coalizione. Meglio misurare il rapporto con i 5 stelle al governo e solo dopo decidere cosa fare". Il Pd ha ancora un asso nella manica: non diluire o peggio disperdere la vocazione maggioritaria".  

Marcucci anticipa il dibattito che da domani sarà al centro della discussione interna al Pd: l'esperimento con i 5 Stelle va replicato o no? Quell'alleanza strategica è la strada giusta? Una discussione che si intreccia con la convivenza al governo e ai rapporti interni alla maggioranza. "Non ci saranno ripercussioni sul governo nazionale e neanche sull'alleanza di governo, al netto del possibile dibattito interno ai partiti ma -avverte Verini- il governo andrà avanti bene se si smette di mettere bandierine sui singoli provvedimenti".  

Nella discussione post voto entrano non solo i rapporti interni alla coalizione di governo ma anche lo stesso premier Giuseppe Conte, immortalato nella foto di Narni. "Sarebbe un errore interrompere questo esperimento per via di una Regione che ha il 2% della popolazione nazionale". E' la riflessione del premier, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. "Di Maio archivia a razzo l’alleanza: mai più. Conte al contrario insiste: 'Se avessi voluto fare campagna elettorale avrei girato porta a porta un mese, 24 ore al giorno'", si legge nel quotidiano di via Solferino.  

Ma il fuoco contro Conte è già partito. E arriva intanto da Matteo Renzi. Dice il leader di Italia Viva al Messaggero. "Quello che è accaduto in Umbria mi dà ragione: quel patto elettorale non funziona. Ciò significa che c’è uno spazio politico enorme, una prateria sconfinata per Italia Viva. Il cui progetto non di certo quello di intrupparsi con i grillini". Per Renzi, si legge ancora, la 'foto di Narni' è stato "La 'foto di Narni' è stato "un grave errore. E giudica un atto di arroganza aver considerato Conte l’uomo dei miracoli e dal tocco magico".  

L'Umbria dimostra che "Conte non ha né il tocco magico, né può fare miracoli". Insomma per "l’ex premier la scelta di schierare il presidente del Consiglio è stato un boomerang. Un errore grossolano, inspiegabile e clamoroso, motivato esclusivamente dalla volontà del capo 5Stelle di inserire anche Conte nel gruppo degli sconfitti".