Pd, Malpezzi eletta capogruppo Senato all’unanimità

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Simona Malpezzi è stata eletta capogruppo del Pd al Senato all’unanimità dall’assemblea dem di palazzo Madama. La sua candidatura di ha raccolto 34 firme su 36 tra i senatori dem. Mancavano le firme della stessa Malpezzi e di Luigi Zanda. “Non sapevo di essere solo io a non firmare”, ha spiegato l’ex capogruppo in una pausa dell’Assemblea.

"Sono grata per l’incarico che avrò l’onore di ricoprire perché so che questo è il frutto di un percorso fatto insieme, con ognuno di voi. Delle storie vissute negli ultimi tre anni, dei cambiamenti, degli snodi, delle battaglie. Di una legislatura complicatissima, per le ragioni che voi tutti conoscete, e di una rottura consumata dentro al nostro gruppo che è stata molto dolorosa, anche da un punto di vista umano", ha detto Simona Malpezzi nel suo intervento all’assemblea di palazzo Madama.

"Una rottura autentica sul modo di intendere la politica che per me è comunità, pluralità, diversità. Non esistono i partiti dei leader ma i partiti delle donne e degli uomini che, pur nell’asprezza delle contrapposizioni, contribuiscono alla costruzione di una casa comune, solida e destinata a durare al di là delle sorti personali", ha spiegato. "Per me questa cosa qui è il Pd, al partito del leader ho detto no, perché è lontano da me, dal mio vissuto e dal mio modo di intendere una comunità. Il partito leaderistico è la morte della politica e del pensiero plurale. E oggi più che mai sono onorata di far parte della grande comunità che è il Partito Democratico. Perché la sento profondamente come la mia e la nostra casa", ha continuato.

LEADERSHIP FEMMINILE

Quindi Malpezzi ha fatto riferimento "al tema della rappresentanza di genere perché sento il bisogno di dire alcune cose. La donna che è oggi davanti a voi è profondamente diversa da quella che ero quando sono diventata sottosegretaria. In questo anno e mezzo ci sono stati snodi politici e personali che mi hanno reso chiara la fatica di essere donna in un posto apicale, la fatica nell’affermare la tua autorevolezza e la forza del tuo ruolo". "Tutte cose che un uomo non deve fare, perché per un uomo è scontato. Io non vengo dal mondo del femminismo anche se godo certamente dei suoi frutti, però, come racconta bene Isabel Allende nel suo ultimo libro che mi è capitato tra le mani in questi giorni, il femminismo è prima di tutto una tensione emotiva, è quella cosa che a un certo punto ti fa capire che ti spetta lo stesso spazio del maschio che è seduto accanto a te, nel privato come nel pubblico", ha spiegato la nuova capogruppo. "E’ la capacità di costruire relazioni autentiche con le altre donne, e di trarre forza dalla loro forza, perché nessuna rimanga indietro. Ho sperimentato sulla mia pelle la forza di questi legami, la capacità che hanno di darti uno sguardo nuovo", ha sottolineato."E con questo sguardo nuovo che io oggi arrivo qui, io non voglio essere solo la presidente di tutti, ma una presidente che intende dare forma e sostanza ad una leadership femminile. E quindi nessuna neutralità, perché è proprio con le parole, il sapere e la capacità di cura di una donna interpreterò questo ruolo. Senza lasciare nessuna indietro", ha detto ancora Malpezzi.

PRESIDENTE O PRESIDENTESSA?

"Presidente o presidentessa? La presidente va bene", ha infine chiarito Malpezzi, parlando con i cronisti. "Anche nel linguaggio c'è una specificità, quella di essere una presidente donna, che significa portare le istanze delle donne in politica e quindi una leadership femminile. Questo percorso, nel partito, grazie a tante altre compagne, è già iniziato", ha spiegato la Malpezzi. La neo capogruppo lascerà il ruolo di sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento: "Da oggi mi occupo del gruppo Pd ma spero sia una donna" a prendere quel posto. A proposito delle correnti nel Pd, la senatrice ha spiegato: "Un partito grande, non solo un partito del leader, ha bisogno di tante aree di pensiero con cui confrontarsi. Solo così puoi rappresentare l'intero Paese".

LETTA

"Ringrazio Simona Malpezzi per quello che ha detto e ringrazio Andrea Marcucci e tutti voi. Sono qui ad ascoltare, lo faro tante volte", ha detto Enrico Letta intervenendo all'assemblea del gruppo Pd a palazzo Madama.

Eletto, sempre all'unanimità per alzata di mano, anche il nuovo ufficio di presidenza: Alan Ferrari, vicepresidente vicario; Caterina Biti, vicepresidente; Franco Mirabelli, vicepresidente; Stefano Collina, tesoriere; Vincenzo D'Arienzo, segretario; Monica Cirinnà, segretario. Invitata permanente: Anna Rossomando, vicepresidente del Senato. Invitato: Andrea Marcucci, per transizione quale presidente uscente. Lo comunica l'ufficio stampa de a palazzo Madama.