**Pd: Manifesto riformisti, nuova vocazione maggioritaria per andare oltre 20%** (2)

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(Adnkronos) – Si legge poi nel Manifesto di Base riformista a proposito dei potenziali alleati: il "Movimento Cinque Stelle – se non è più quello di Grillo e Casaleggio – non è ancora una forza capace di scegliere senza ambiguità il campo della democrazia rappresentativa, prigioniero com’è di una transizione faticosa e contraddittoria dalla sterile e velleitaria indignazione alla capacità di cambiare l’Italia nell’interesse di tutti". Dall’altro c'è un "cosiddetto 'centro' -ben lontano da quello degli anni Novanta- e che oggi appare come un campo popolato da una pletora di piccoli partiti personali, autoreferenziali e concentrati soprattutto sul proprio potere di interdizione".

Di qui l'esigenza, intanto, di lavorare a rafforzare l'identità del Pd che per i sottoscrittori del Manifesto non può che essere un'identità riformista. "Modernità, complessità e crescita sono le tre sfide che attendono l’Italia in questo decennio. Tre sfide che possono essere vinte solo se la politica italiana sarà guidata da un riformismo maturo e popolare" in cui il Pd "sia la casa di tutti i riformisti, com’è stato sin dalla sua nascita e come dovrà continuare ad essere" e nel quale "le riforme promosse dal Governo Draghi nel quadro del Pnrr sono le nostre riforme".

Nel punto dedicato al fisco non c'è menzione della dote ai 18enni, ma si parla di "tenere insieme il criterio costituzionale della progressività con la riduzione della pressione fiscale" perchè "è fondamentale che, soprattutto in questo momento storico, la riforma del fisco non generi un aumento della già alta pressione fiscale". Nel punto del welfare si dice "no alla logica dei sussidi e dell’assistenzialismo fine a sé stesso". E poi la legge elettorale: "Sarà opportuno lavorare ad una nuova legge elettorale che da un lato coniughi rappresentatività e governabilità prevedendo un premio di maggioranza, e dall’altro permetta di valorizzare il protagonismo dei singoli partiti senza disincentivare le coalizioni fondate su salde intese programmatiche".