Pd, Martina conferma candidatura a segreteria. Su governo ancora tensioni

Benedetta Dalla Rovere
166 anniversario della Fondazione della Polizia di Stato

Il rinvio dell'assemblea nazionale del Pd, annunciato ieri sera, "è ragionevole data la situazione generale, e comunque si farà presto". Getta acqua sul fuoco il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, che a Milano, a margine dell'assemblea regionale dei dem della Lombardia, ha dato la sua disponibilità a guidare il partito anche nei prossimi mesi. "Confermo la mia candidatura - ha detto Martina - e penso, oggi più di ieri, che non servano contese e divisioni ma tanta sana collegialità".

Disponibilità sì, dunque, ma a una condizione. "Chiedo al Partito democratico di continuare a lavorare in maniera unitaria - ha sottolineato il reggente - e di essere consapevole che in questa situazione delicata tocca al Pd un di più di responsabilità".

L'appello è a "tenere i nervi saldi" e a non disperdersi in mille rivoli e discussioni. "Chiedo a tutto il Partito democratico questo sforzo - aggiunge il segretario reggente -. La situazione internazionale di queste ore", con i bombardamenti della scorsa notte in Siria, "e l'incerto avvio della legislatura per l'incapacità delle forze che hanno prevalso il 4 marzo, richiedono unità, responsabilità e tenuta".

L'appello a restare uniti arriva anche dal coordinatore della segreteria del Pd, Lorenzo Guerini. "Facciamo in modo di non dividerci - è il suo mantra - e non cediamo il passo a tifoserie, che in politica non portano da nessuna parte. Il momento straordinario richiede un di più di responsabilità per tutti noi e per il Paese".

Non sono mancate nemmeno le bordate per Lega e M5S. Martina ha tacciato di "grande superficilità" il leader del Carroccio, Matteo Salvini, per i suoi commenti su Facebook dopo i raid aerei su Damasco e Homs della notte scorsa. Martina, ministro dell'Agricoltura fino a pochi giorni fa, potrebbe incrociare lo stesso Salvini domenica: entrambi i politici, infatti, parteciperanno alla giornata di apertura del Vinitaly a Verona.

Guerini pensa sia "contrario all'interesse del Paese" temporeggiare nel formare il governo, in attesa delle elezioni del 29 aprile in Friuli Venezia Giulia, che potrebbero incoronare governatore il leghista Massimiliano Fedriga, e "regolare" in modo diverso "i rapporti di forza dentro il centrodestra e tra Lega e M5s".

Tranchant anche il presidente del Pd Matteo Orfini, che in un articolo pubblicato su Left Wing ha scritto che a dividere i dem "dal Movimento 5 Stelle è anzitutto una diversa idea della democrazia". "Cinquestelle e Lega sono la stessa cosa - aggiunge - l'opposto della sinistra". Quest'ultima posizione, però, è molto più sfumata per altri esponenti dem, soprattutto nell'ala 'dialogante', disposta ad aprire un confronto con i pentastellati.