Pd, Morassut: serve un nuovo soggetto politico 'democratico'

Pol/Bac

Roma, 28 gen. (askanews) - "C'è in campo una nuova generazione, in tutta Europa, in tutto il mondo. Una generazione di giovani e giovanissimi che assume la questione ambientale come questione politica generale che mette in discussione il cuore del modello di sviluppo e di vita del dopoguerra. Questa nuova generazione avverte la possibilità di essere la prima generazione della storia dell'umanità a non avere un futuro. La cosa più importante sta nel fatto che si è posta finalmente davanti una nuova missione, una missione di grande respiro sociale, che va oltre la sostenibilità finanziaria man investe la sua natura statuale e l'obiettivo di un nuovo paradigma economico e sociale: quello del Green New Deal." Sono alcuni dei passaggi del lungo intervento del sottosegretario all'Ambiente, Roberto Morassut, su 'strisciarossa'.

Morassut torna poi sulla sua idea di trasformazione del Partito Democratico, sul cambio del nome e di modello associativo del partito del Nazareno: "Il voto emiliano - continua - risente anche, secondo me, di questo fermento, di questo moto che si muove sotto la pelle della società e che impone al Pd e al governo di cui fa parte una nuova lettura e interpretazione dei fatti. Quel che conta, al di la di tutto, è la politica e cosa si intende rappresentare, con quali idee, con quali valori. Il prossimo Congresso del Pd offre l'occasione per ragionare su questo e per avviare il progetto di un soggetto politico democratico che interpreti, con una originale e innovativa azione soggettiva, le nuove circostanze e le nuove condizioni che si vanno profilando e che senza la politica rischiano di rifluire o restare inerti. La questione del nome che non è un fatto di superficie o di marketing. Per me va bene 'Democratici'. Questo nome esprime ciò per cui lottiamo in questo mondo e in questa Europa: una nuova civiltà di diritti individuali e collettivi che supera persino la dimensione del 'socialismo'. In questo senso ho parlato di 'movimento democratico'. Anche per sottolineare la inevitabile necessità di navigare in quella liquidità di forme contemporanee che Zygmund Baumann ci ha svelato come chiave della contemporaneità".

Il sottosegretario parla poi del rapporto tra i democratici e il movimento delle Sardine: "Su questa strada potremo incontrare non solo le sardine (che sono una parte di questo fermento) ma i mille impulsi spontanei e sani che questa fremente società europea e occidentale ci propone oggi e ci proporrà sempre di più nello scorrevole mondo futuro del 5G e della velocità spazio temporale, delle migrazioni e del mescolamento permanente. Questo credo debba essere il nostro cimento per 'aprire', non 'inglobare' e aiutare una nuova generazione che in forme inedite sembra aver ripreso a camminare nella direzione giusta, con la testa aperta al mondo e al futuro. Lungo questa strada il tempo del sovranismo potrebbe non essere troppo lungo. Dipende anche da noi", conclude.