Pd, per Zingaretti da 'marziani' tema congresso ora: coltivare alleanza con M5S

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Nicola Zingaretti indica la Sala della Regina e sorride: "Non trasformiamo questa conferenza stampa in una discussione sul Pd ma non voglio sfuggire alla domanda". Stavolta, al contrario di altre occasioni dopo i vari 'giri' di consultazioni di questi giorni, il segretario Pd risponde e a lungo alle domande dei cronisti. Anche a quelle 'fuori tema', dopo il colloquio con il premier incaricato Mario Draghi. Su congresso, alleanze, amministrative. Il messaggio di Zingaretti è chiaro. Su tutti i temi posti. Da "marziani" parlare ora di congresso ma ribadisce la disponibilità -già avanzata domenica in tv- ad aprire una discussione.

Altrettanto chiaro sulle alleanze anche in vista delle amministrative: il segretario Pd ribadisce che l'orizzonte è quello di "coltivare" l'alleanza con M5S e Leu. Un "patrimonio" lo definisce perché, avverte, non dovrà esserci "mai più un Pd isolato e debole" come nel 2018. Sui territori c'è ovviamente la componente dell'autonomia locale. "Nessuna decisione dall'alto. Autonomia dei territori e vocazione unitaria", è l'indicazione del segretario. Tuttavia per alcuni settori dem la questione congresso e quella delle alleanze, è legata. Ma è condivisa la priorità di concentrarsi nella fase attuale sulla formazione del governo.

Da ambienti di Base Riformista si spiega che non c'è volontà di entrare nella questione congresso in questi giorni. "Abbiamo fatto tra di noi un fioretto per stare in silenzio su questo tema", è la battuta per poi sottolineare che "ora è prioritaria l'unità del partito" attorno al lavoro di Mario Draghi sul nuovo esecutivo. Anche Matteo Orfini che nei giorni scorsi aveva parlato di congresso, puntualizza: "Io ho non ho mai detto 'ora'. Ho detto appena usciamo da pandemia e l'ho fatto rispondendo al segretario che ne aveva parlato in tv".

Zingaretti rivendica come "il Pd non sia mai stato unito come in questo momento" e ribadisce, visto che in questi due anni tante cose sono cambiate, che ci sarà il momento "di discutere e trovare il modo più utile per costruire e rafforzare il nostro progetto politico per il futuro" ma, sottolinea, "chi ha l'assillo del dibattito congressuale mi sembra un marziano e fuori dalla realtà. Io non ho paura del dibattito ma farò di tutto per tenere questo partito vicino alle persone e lontano dai marziani".

Quanto alle alleanze, per Zingaretti "l'esperienza di relazioni" con M5S e Leu "va coltivata e rilanciata nelle forme che vedremo. In un Parlamento in cui il Pd per la sconfitta del 2018 e per una scissione" non ha grandi numeri "il dialogo con M5S e Leu serve a tutti per essere più forti e sono certo che continueremo in questo modo". Un modello da proporre anche in vista delle amministrative. "Rispetteremo l'autonomia dei territori e al tempo stesso credo avere uno spazio di alleanze da tenere vivo, sia un aiuto per i territori. Sono convinto che vinceremo in tantissimi comuni. Quello che possiamo portare noi è un patrimonio di relazioni con i partiti con i quali abbiamo governato fino a pochi giorni fa".

Nella domanda sulle amministrative rivolta al segretario c'era stato anche un accenno alla possibilità che Giuseppe Conte si candidi alle suppletive in Toscana. Una eventualità che sta agitando i dem toscani dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, alla segretaria regionale Simona Bonafè: "Apprendo solo dai giornali dell'ipotesi di una candidatura di Giuseppe Conte per le suppletive di Siena. Tengo a precisare che le candidature nei seggi toscani devono essere espressione dei territori, decise dai territori o perlomeno insieme ad essi" perché "le decisioni calate dall'alto non vanno mai bene" e se poi "addirittura avvengono ai danni di un partito che ha vinto tutte le ultime battaglie sono del tutto incomprensibili".