Pd, Sereni: parte la sfida per una nuova stagione

Pol/Vlm

Roma, 17 nov. (askanews) - "Se l'obiettivo di Zingaretti e del gruppo dirigente del Pd era aprire una stagione completamente nuova nella vita del partito e porre le basi per un campo democratico e progressista forte e plurale, credo che l'obiettivo sia stato raggiunto". Lo scrive su Facebook Marina Sereni, viceministra degli Esteri (Pd), a proposito di "Tutta un'altra storia", l'evento dem in corso a Bologna.

"Non un approdo - prosegue Sereni - ma una partenza, non un'inaugurazione ma la posa della prima pietra di un edificio che deve essere bello, largo, accogliente, aperto. La politica non può fare a meno del dialogo sociale, del confronto con i sindacati, con il mondo delle imprese, con i mondi organizzati nella società civile. Dopo anni in cui si è teorizzata l'inutilità del confronto, abbiamo riconosciuto il valore essenziale degli interlocutori sociali".

"L'apertura del Pd verso tanti mondi che sono fuori di noi - scrive ancora l'esponente dem - è un imperativo per dare credibilità e senso all'idea di un partito che vuole rimettere in moto l'Italia. Se vogliamo combattere la sfiducia nei confronti della politica dobbiamo coinvolgere forze nuove, dare spazio a chi ha voglia e capacità per mettersi in gioco, inventare nuove forme e strumenti di partecipazione".

"È possibile che domani - nota la Vice Ministra - leggeremo qualche commento su un partito che si sposta 'a sinistra'. Ha fatto bene perciò Zingaretti a chiarire che l'orizzonte verso cui ci muoviamo è decisamente più ampio e ambizioso. Vogliamo strappare alla destra quegli elettori che, a causa delle paure e delle inquietudini che la crisi ha prodotto e acuito, cercano protezione e speranza per il futuro. Vogliamo ripartire dalla sostenibilità sociale e ambientale dello sviluppo che richiede una grandissima dose di innovazione e una radicale capacità di aggiornare le nostre analisi e avanzare proposte originali. Questo è il 'succo' delle giornate di Bologna. Una sfida che ci richiede un vocabolario in parte ancora da scrivere. Esattamente il contrario - conclude Sereni - di un ritorno a identità passate e consolatorie".