Pd, 'vittoria' di Letta su capigruppo. Simona Malpezzi al Senato

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Il blitz è riuscito. Nel giro di tre giorni Enrico Letta è riuscito a cambiare volto ai vertici dei gruppi di Camera e Senato. Certo, gli equilibri cambiano poco. A palazzo Madama succede ad Andrea Marcucci un'altra esponente di Base Riformista, Simona Malpezzi. Ma l'avvicendamento, quello che non era stato possibile realizzare in epoca Zingaretti, c'è. Dopo giorni di tensione domani al Senato il gruppo dem -convocato alle 8 e 30- voterà compatto per Malpezzi, assicurano fonti parlamentari.

Alla Camera i lavori sulla 'successione' a Graziano Delrio sono ancora in corso. Nel pomeriggio, a quanto apprende l'Adnkronos, si era manifestata la possibilità di accelerare i tempi e chiudere un accordo per eleggere già domani la nuova presidente. "Ci sono forti spinte a chiudere il prima possibile", spiegava un deputato dem. Poi, in serata, la conferma del percorso stabilito in precedenza: riunione alle 14 e 30 per il proseguimento del dibattito, alla presenza di Letta, e quindi una nuova riunione per il 'seggio elettorale' la prossima settimana. In pole alla Camera restano Debora Serracchiani e Marianna Madia. E la prima sarebbe in vantaggio sulla seconda, si dice in ambienti dem.

Nel caso in cui venisse eletta Serracchiani dovrebbe lasciare la presidenza della Lavoro che il Pd non teme di perdere visto l'accordo con i 5 Stelle che blinda per i dem la guida della commissione. Ma non solo, Serracchiani potrebbe anche lasciare la vicepresidenza dell'assemblea dem. Anche di questo si starebbe discutendo in queste ore. Intanto, un capitolo è sicuramente aperto: quello della sostituzione al governo di Malpezzi, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. A quanto viene riferito, l'area Lotti-Guerini spinge per mantenere gli equilibri in atto e quindi esprimere una esponente di Base Riformista per il governo. Il nome che circola è quello della senatrice Caterina Biti (ma si fa anche quello della quasi omonima e sempre toscana Caterina Bini) ma non si esclude che possa arrivare la 'promozione' al governo per una deputata. O forse un ritorno, magari con Alessia Morani.

Per congedarsi dalla guida del gruppo al Senato, Marcucci oggi ha convocato una conferenza stampa nella quale si è rivolto con schiettezza al segretario Letta: "Credo sia sbagliato derubricare la questione di genere chiedendo ai due capigruppo di Camera e Senato di farsi da parte. Il metodo non mi piace e la soluzione non la considero una soluzione" ma, aggiunge, "penso si debba partire dall'esempio" aprendo quindi alla candidatura Malpezzi.

Una soluzione a cui si è arrivati non senza tensioni tra i senatori dem. In mattinata si erano alzate fortemente le quotazioni di Roberta Pinotti, Areadem di Dario Franceschini. Alla fine, tra contatti e riunioni, lo stallo si è sbloccato con tutta Base Riformista - anche i senatori più vicini a Marcucci che spingevano per una sua ricandidatura - che si è compattata su Malpezzi. Il capogruppo uscente da parte sua ha messo in chiaro di non volere alcuna compensazione né al governo né in ruoli istituzionali ma si dice contento riacquistare "la libertà di svolgere un ruolo politico nel Pd".

Intanto oggi è stata una nuova giornata di incontri per Letta. Politici con Giuseppe Conte e istituzionali con la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Resta ancora un faccia a faccia però nel giro di colloqui con le forze politiche inaugurato dal segretario Pd: quello con Matteo Renzi. Oggi interpellato dai cronisti fuori dal Senato, il leader di Iv ha eluso la domanda sull'incontro Letta-Conte ("ascoltavo Draghi in aula") e ha detto di non avere un appuntamento con il segretario dem: "Non ho in programma un incontro''.