Pd, Zingaretti: costruire campo progressista che superi pregiudizi

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Roma, 15 ott. (askanews) - "Dobbiamo costruire un campo progressista civico e democratico che parli alla società per le elezioni regionali ma non solo, che sia anche utile per non trovarci mai più nella situazione di debolezza e solitudine da cui proveniamo". Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parlando alla Direzione nazionale.

"Occorre verificare se nei prossimi mesi riusciamo a superare diffidenze e pregiudizi e a far prevalere una competizione sana di idee e progetti verso una sintesi più avanzata - ha aggiunto -. Questa sarebbe una snaturamento del Pd? Io credo sia vero l'opposto: il Pd esiste per la forza delle sue idee e non perchè critica gli altri, la nostra identità è nei nostri contenuti, l'incontro e il confronto può far crescere tutti dentro una vocazione unitaria".

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    E’ stato firmato dal presidente americano Donald Trump l’ordine esecutivo sui social media che prevede l’eliminazione dell’immunità legale nel caso di cause legate ai contenuti. Una mossa destinata ad innalzare il livello di scontro con le società di social media dopo che Twitter ha inaugurato la funzione di fact checking dei tweet più controversi del presidente. "Quando grandi, potenti società di social media censurano le opinioni su cui non sono d'accordo, esercitano un potere pericoloso", si legge nella bozza, ottenuta da The Hill. "In un Paese che da molto tempo difende la libertà di espressione non possiamo permettere che un numero limitato di piattaforme online scelga il discorso a cui gli americani possono avere accesso e trasmettere sulla Rete", si legge ancora nella bozza dell'ordine esecutivo che stabilirà la revisione della legge del 1996, il Communication Decency Act, considerato il fondamento dell'espansione di Internet, che protegge le società della Silicon Valley da cause per i contenuti inseriti da terze parti sulle loro piattaforme. Secondo quanto anticipato, l'ordine darà mandato ad un'agenzia del dipartimento del Commercio di presentare un ricorso alla Federal Communications Commission per chiarire la portata della sezione 230 della legge del 1996. Nella bozza infatti si suggerisce che le piattaforme come Facebook, Twitter e YouTube possano essere considerate come degli editori ed essere quindi legalmente responsabili per i contenuti pubblicati sui loro siti. La commissione federale per le comunicazioni, che è controllata dai repubblicani, potrebbe in linea di principio rifiutarsi di condurre questa revisione. I democratici sono già sul piede di guerra.  "Questo non funziona, i social media possono far arrabbiare - ha dichiarato uno dei commissari dem, Jennifer Rosenworcel, ma un ordine esecutivo che trasformerebbe la commissione nella polizia di espressione del presidente non è la risposta". Nell'ordine esecutivo si incoraggia anche la Federal Trade Commission, la commissione federale per il commercio, di valutare le denunce di parzialità politica rivolte da singoli cittadini ai social media per stabilire se costituiscano "pratiche commerciale ingiuste o ingannevoli". Lo scorso anno la Casa Bianca, che da tempo accusa i social media di avere pregiudizi contro i conservatori, ha creato un sito online per riportare queste denunce.

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    Lo sfogo di Elettra Lamborghini per le foto false in cui è ritratta senza veli: l'ereditiera ha messo in guardia i suoi fan.

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    Zaia: "Turismo? Mi viene l'orticaria sentir parlare di corridoi..."

    ''Se l'Europa c'è, batta un colpo, si faccia viva, dimostri di avere a cuore il tema sanitario. Mi viene l'orticaria sentir parlare di corridoi... Il tema del corridoio è una grande limitazione. Penso che ne venga fuori che siamo un pò fiacchi in politica estera... L'Italia deve essere forte nei tavoli di negoziato''. Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, ospite di 'Dritto e Rovescio', su Retequattro. Zaia ha poi annunciato di avere "già pronte le linee guida per l'apertura di cinema teatri e di tutti gli spettacoli, quindi, anche delle discoteche, già dal 15 luglio. Ovviamente dobbiamo vedere se i dati sanitari ce lo permetteranno di fare. Dobbiamo vedere nelle prossime settimane quale sarà l'evoluzione dell'epidemia''.  Quanto agli "assistenti civici, io non ce li mando, non ce li ho... Se dovessimo ricorrere a dei difensori civici o, chiamamoli anche educatori civici, sarebbe una sconfitta sociale. Dover assoldare qualcuno per andar a dire a qualcun altro di utilizzare la mascherina, sarebbe una sconfitta sociale. E come rincorrere un malato e dirgli 'prendi la medicina altrimenti muori'...''. "Qualcuno storce il naso perché ho chiesto l'obbligo della mascherina. In questo fine settimana dovrò rifare l'ordinanza valida dal primo di giugno e vedremo, vedremo anche i dati, così decideremo rispetto pure ai dispositivi di sicurezza", ha concluso.

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    Paola Di Benedetto non ha segreti per i fan, e questa volta ha mostrato loro il problema che da qualche tempo avrebbe al viso.

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    Rula Jebreal: "Silvia Romano andava protetta"

    "Silvia andava protetta, le autorità e le istituzioni avrebbero dovuto farlo. Purtroppo così non è stato. Sono state divulgate anche informazioni sensibili che, per motivi di sicurezza, non avrebbero mai dovuto essere di dominio pubblico". Non è tenera Rula Jebreal nel commentare la gestione del rientro in Italia di Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya e liberato dopo 18 mesi.  "L'incitamento all'odio e alla violenza - aggiunge la giornalista - sono sintomi di una malattia grave che può prendere nomi diversi: sessismo, razzismo e islamofobia. Silvia rischia di essere oggetto di violenza, è stata minacciata e girerà sotto scorta. Esattamente come viveva in Somalia. Penso tuttavia che questi sentimenti da condannare e da contrastare con assoluta fermezza siano espressione di una sola parte del nostro Paese, perché la maggioranza delle donne e uomini italiani non la pensa così". Quanto all'autenticità della conversione di Silvia Romano, Jebreal sottolinea: "Non spetta a nessuno mettere in discussione le scelte personali di una giovane donna. Silvia ha il diritto di elaborare in serenità non solo i suoi traumi ma anche le sue scelte". A chi ha criticato il pagamento del riscatto, la giornalista risponde: "Considerare uno 'spreco' di soldi quelli spesi per salvare una vita è, a mio avviso, un'argomenta di chi ha perso l'umanità". Mentre del senatore leghista che è arrivato a definire Silvia Romano "noeoterrorista" dice: "In America sarebbe stato denunciato per discriminazione religiosa". Infine, sul velo che copriva anche il capo di Silvia al suo rientro in Italia: "Nei Paesi liberali e democratici il velo è segno di inclusione e tolleranza. Nei Paesi che invece lo rendono obbligatorio diventa un simbolo di oppressione".

  • Salute
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    Trovato un genoma completo di HIV in un campione del 1966

    Il più antico genoma dell'HIV "quasi completo" è stato trovato in un campione di tessuto del 1966, con circa due decenni di anticipo rispetto alla scoperta del virus, avvenuta nel 1983. Questo è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences e condotto dagli esperti dell'Università Cattolica di Lovanio (KU Leuven) in Belgio, che hanno analizzato un campione di tessuto proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo, prelevato nel 1966."L'HIV, o virus dell'immunodeficienza umana, è il virus che provoca l'AIDS, ed è stato ufficialmente scoperto nel 1983. Ritrovamenti come questo, che risale a una data precedente all'individuazione del morbo, possono essere utili a individuare i tempi e le modalità con cui si sono verificate le mutazioni genetiche nel virus, che potrebbero aiutare gli scienziati a capire come sia avvenuta la trasmissione dell'HIV nell'uomo", spiega Sophie Gryseels, virologa computazionale presso la KU Leuven, descrivendo la nuova sequenza genetica come "molto confortante"."Questa sequenza si adatta bene alla precedente comprensione dei ricercatori sullo sviluppo dell'HIV. L'ipotesi attualmente piu' accreditata infatti sostiene che il morbo sia stato trasmesso all'uomo dagli scimpanze' dell'Africa centrale verso i primi anni del 1900. I ceppi del virus sono diversi, ma sappiamo che il 95 per cento dei casi in tutto il mondo dipendono da quello noto come gruppo M dell'HIV-1", prosegue la ricercatrice, aggiungendo che sono oltre 32milioni le vittime dell'AIDS dall'inizio della diffusione della malattia."I modelli matematici non sono ancora completi e non ci aiutano a capire come sia avvenuta la trasmissione e soprattutto le motivazioni di un tasso di contagio cosi' elevato da provocare una vera e propria pandemia globale. Parte di questo problema dipende dal fatto che i modelli efficaci che calcolano il tasso di cambiamento virale nel breve periodo diventano obsoleti e meno affidabili nel lungo termine", osserva Gryseels, precisando che e' proprio la mutazione del virus l'elemento imprevedibile e difficile da rintracciare."Per questo motivo scoprire un vecchio ceppo virale è un po' come trovare il pezzo mancante di un puzzle, aiuta a comprendere i cambiamenti evolutivi del morbo", continua l'esperta, che ha collaborato ad uno studio internazionale che e ha visto la partecipazione di ricercatori provenienti dall'Università dell'Arizona, del Belgio, degli Stati Uniti e della Repubblica Democratica del Congo.Il team ha analizzato 1.645 campioni raccolti in Africa centrale tra il 1958 e il 1966 allo scopo di diagnosticare le condizioni mediche e rintracciare genomi dell'HIV. "Abbiamo trovato un solo caso in un tessuto appartenente a un uomo di 38 anni che presentava una sequenza quasi completa del virus. Esistono frammenti del 1959 e del 1960, che sono ancora meno recenti, ma questo e' sicuramente piu' completo e potrebbe offrire informazioni preziose sulle mutazioni del virus", afferma Michael Worobey dell'Università dell'Arizona."Cercheremo ulteriori campioni per verificare le nostre teorie e capire come i cambiamenti nel genoma dell'HIV lo abbiano reso più pericoloso. È probabile però che la contagiosita' del virus sia dovuta in parte anche ai cambiamenti della società, come l'urbanizzazione, le campagne di sanità pubblica che non sottolineavano l'importanza di sterilizzare gli aghi, o la decolonizzazione", ipotizza ancora Gryseels. "Se avremo un'idea migliore della linea temporale di quando si è verificata la diffusione del virus, potremo comprendere meglio l'influenza di tutti i vari fattori e magari trovare un modo per prevenire i contagi", concludono i ricercatori.

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    Il trucco per poter chattare con chi ci ha bloccato sull'app di messaggistica più famosa al mondo.

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    Aereo precipitato a Roma, ritrovato il cadavere del 23enne disperso

    Il corpo del 23enne Daniele Papa è stato rinvenuto ancora allacciato al sedile dell'aereo con cui è precipitato nel Tevere lo scorso 25 maggio.

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    Kate e Sua Maestà con chiome perfette anche durante il lock down: i motivi

    Come hanno fatto Kate Middleton e la Regina Elisabetta a sfoggiare sempre capelli perfetti in quarantena? Svelato i loro segreti.

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    Il padrone di casa e i fratelli dell'afroamericano morto soffocato dalla Polizia hanno raccontato ai cronisti chi era George Floyd.

  • Covid-19, muore il dottor Cesare Landucci
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    Lutto in Toscana: muore il dottor Cesare Landucci. Da due mesi combatteva contro il coronavirus ed era ricoverato in terapia intensiva.

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    Che figuraccia per la Guaccero! La frase imbarazzante in diretta tv

    Bianca Guaccero non si è accorta di essere ripresa e si è resa protagonista di un fuorionda a dir poco imbarazzante.

  • Sardine, Santori: "Manifesto in 11 punti, pronti a riprenderci habitat naturale"
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    Sardine, Santori: "Manifesto in 11 punti, pronti a riprenderci habitat naturale"

    "Sono successe molte cose in questi lunghi mesi. Una su tutte: una pandemia con molti, troppi, morti! Sono successe molte cose anche in questi ultimi giorni. Molti i momenti chiarificatori. Molte cose si scoprono quando si ha il coraggio di fermarsi a pensare. Nei prossimi giorni vi faremo scoprire gli undici punti del manifesto che sarà la nostra nuova casa. Lo faremo in maniera lenta, per permettere a ognuno di metabolizzarne il significato. Le sardine ci sono e non vedono l’ora di riprendersi il proprio habitat naturale, fatto di persone in carne e ossa, relazioni, creatività e cura. Fuori, nonostante tutto, è primavera". Lo ha detto Mattia Santori, uno dei fondatori delle 'Sardine'.  "Arrivano momenti -ha sottolineato- in cui bisogna riconoscere i propri errori, i propri limiti, le proprie incompatibilità. La diversità può essere un punto di forza, ma bisogna saperla valorizzare. L’ambizione può essere uno stimolo, ma solo se non si traduce in arrivismo. L’impegno politico è un atto nobile, ma non può trasformarsi in frustrazione, in sospetto, in disillusione. Abbiamo per le mani una creatura fragile ma di rara bellezza. Che ogni giorno ci porta a soffrire, litigare, quasi arrenderci. Ma che ogni giorno ci ricorda quanto si stava peggio prima".  "Molti di noi -ha ricordato- erano soli prima delle sardine, o al massimo divisi in gruppetti sparuti. E per quanto non sia facile trovare spazio in una moltitudine, non riusciamo a tacere la gioia di farne parte. Ci giudicherete, ci accuserete di fragilità, ma siamo una grande casa politica che ospita giovani, anziani, comunisti, liberali, omosessuali, cattolici, da nord a sud, in Italia e nel mondo. Non ce la sentiamo di perdere questa possibilità di partecipazione". "Non ce la sentiamo priteniamo che ci sia ancora bisogno di riempire quei vuoti lasciati dalla politicaerché . Di riscoprire prossimità e vicinanza in un deserto di egocentrismo, edonismo, individualismo e vanità. Abbiamo rischiato di appiattirci sulle vecchie dinamiche partitiche e di diventare strumento di giochi che non vogliamo giocare. Abbiamo fatto ricorso ad un liberatorio e necessario momento di chiarimento interno che per ragioni tutte da immaginare è divenuto pubblico", ha concluso Santori.

  • Milano, 18enne ha i polmoni "bruciati" dal coronavirus: salvato da trapianto record
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    Milano, 18enne ha i polmoni "bruciati" dal coronavirus: salvato da trapianto record

    Il calvario di Francesco, salvato dai medici del Policlinico. Il giovane è il primo positivo al virus in Europa a essere sottoposto a un trapianto di polmoni.

  • Tracce del virus "vivo" nelle feci di pazienti morti di Covid-19
    Salute
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    Tracce del virus "vivo" nelle feci di pazienti morti di Covid-19

    Tracce del nuovo coronavirus "vivo" sono state rilevate nelle feci di pazienti deceduti a causa dell'infezione Covid-19. Questo suggerisce la capacità del virus di diffondersi anche attraverso la via oro-fecale. Almeno questo è quanto emerge da uno studio pubblicato su Emerging Infectious Diseases e condotto dagli esperti della Guangzhou Medical University, Canton (Cina), che hanno rintracciato materiale genetico del nuovo coronavirus in una dozzina di casi. “In alcuni pazienti, la carica virale era addirittura più elevata nei campioni fecali rispetto a quella nei campioni respiratori”, dichiara Jing Sun della Guangzhou Medical University. Il team ha analizzato il caso di un uomo di 78 anni risultato positivo al Covid-19 e ricoverato in ospedale a Guangzhou, in Cina.“Il paziente è stato ricoverato il 17 gennaio, il 22 è stato trasferito in terapia intensiva e dal 27 gennaio al 7 febbraio sono stati raccolti campioni fecali. Il 20 febbraio il paziente è deceduto e i campioni sono stati studiati in una coltura, dove sono state rilevate tracce di materiale genetico del virus”, prosegue l'esperto, aggiungendo che sono state condotte analisi successive che hanno permesso ai ricercatori di isolare il virus "vivo" in due pazienti.“Questi dati indicano che il virus nelle feci è una manifestazione comune del coronavirus. Non siamo stati in grado di isolare il virus a distanza di 28 giorni, ma l'Rna virale è stato rintracciato su campioni fecali raccolti nei 17-28 giorni successivi all'inizio dei primi sintomi. Anche la Sars del 2003 era collegata alla diffusione per via fecale”, osserva ancora Jing Sun, precisando che l'isolamento di Sars-CoV-2 nelle feci di pazienti indica la capacità del virus di essere trasmesso per via oro-fecale.“Questa è un'ulteriore conferma dell'importanza di attuare comportamenti corretti da parte del personale ospedaliero. È fondamentale pulire accuratamente tutte le superfici dopo che un paziente è stato dimesso e prestare molta attenzione durante tutte le fasi di ospedalizzazione”, concludono i ricercatori.