Pechino ammette: i nostri vaccini hanno una bassa efficacia

Marta Allevato
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AGI - La Cina ha ammesso per la prima volta la scarsa efficacia dei suoi vaccini contro il Covid-19: "Non hanno un tasso di protezione molto alto", ha detto Gao Fu, a capo del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina, parlando in conferenza stampa ieri da Chengdu. Come riporta Associated Press, Gao ha annunciato che le autorità cinesi stanno valutando di mixare i diversi vaccini per potenziarli e ha esortato a prendere in considerazione i vantaggi dei sieri occidentali a mRNA, che la Cina non produce.

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Finora nella Repubblica popolare non è stato autorizzato l'uso di nessun vaccino straniero. Pechino ha distribuito centinaia di milioni di dosi in altri Paesi. "Si sta ora valutando ufficialmente se dovremmo usare diversi vaccini per il processo di immunizzazione", ha dichiarato Gao. 

Il tasso di efficacia del vaccino Sinovac nel prevenire contagi sintomatici da Covid-19 si attesta al 50,4% secondo i trial clinici effettuati in Brasile. Altri due vaccini della cinese Sinopharm dimostrano un'efficacia del 79,3 e del 72,5%, mentre il dato per il vaccino del colosso biofarmaceutico CanSino è del 65%. Per fare un paragone, il siero Pfizer/BionTech è efficace al 97%.

Il capo del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina non ha fornito dettagli sul possibile cambio di strategia, ma ha invitato a "considerare i benefici che i vaccini a mRNA possono portare all'umanità". "Non dobbiamo ignorarli solo perché abbiamo già diversi vaccini", ha aggiunto.

Gao in passato aveva sollevato dubbi sulla sicurezza dei vaccini a mRNA. A dicembre, citato dall'agenzia Xinhua, aveva detto di non poter escludere effetti collaterali negativi di questa tipologia sperimentale di vaccini, usati sull'uomo per la prima volta.