Pecoraro Scanio: dissalatore mobile è innovazione italiana green

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Image from askanews web site
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Roma, 22 set. (askanews) - Il futuro dell'ambiente si gioca sull'innovazione e "la nave dissalatrice è il frutto di un lavoro di ricerca che punta a superare le difficoltà di una serie di dissalatori che danneggiano le aree protette e danno acqua di scarsa qualità. Una tecnologia italiana che ci permetterebbe di migliorare le forniture. Ovviamente vanno anche migliorati i dissalatori a terra. Dobbiamo puntare a una serie di tecnologie che siano utili all'ambiente e alla salute". Così il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio aprendo oggi a Roma il convegno "Alternative sostenibili ai dissalatori sulle isole. Allarme inquinamento e qualità delle acque" organizzato da Fondazione UniVerde e da Marevivo in partnership con Marnavi - che ha presentato la sua nave dissalatrice - e con la Media partnership di Radio Radicale, Italpress, Askanews, TeleAmbiente, Opera2030, SOS Terra Onlus.

Il convegno ha offerto l'opportunità di affrontare i problemi legati alla presenza dei dissalatori nelle isole minori, spesso aree protette, e per valutare scenari alternativi in particolare concentrando l'attenzione sugli impianti mobili. I lavori hanno visto le relazioni di Francesco Aliberti (Professore Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Napoli Federico II); Roberto Danovaro (Presidente Stazione Zoologica "Anton Dohrn" di Napoli); Luca Lucentini (Direttore Reparto di Qualità dell'acqua e salute, Istituto Superiore di Sanità). Quindi gli interventi del vicecapo di gabinetto del ministero per gli Affari regionali che ha portato il messaggio del ministro Mariastella Gelmini, impossibilitata a partecipare per impegni istituzionali, di Loredana De Petris (Presidente Gruppo Misto, Senato della Repubblica), Roberto Morassut (Vice Capogruppo PD e Commissione "Ambiente, territorio e lavori pubblici", Camera dei Deputati), Gian Piera Usai (Segretaria Generale ANCIM), Giampiero Sammuri (Presidente Federparchi).

"Prima della pandemia - ha ricordato Pecoraro Scanio - abbiamo organizzato i primi convegni sul tema dei dissalatori sulla scia di diverse segnalazioni. In particolare sono stato a Ventotene e sono rimasto allibito nel vedere un dissalatore che gettava la salamoia nell'area protetta, dava acqua scadente che bucava l'acquedotto. E a casa della gente arrivava acqua giallognola, imbevibile. Un capolavoro di inettiutudine da parte della società che aveva realizzato questo sistema con i soldi pubblici. È un caso di 'worst practice'".

"Ci siamo resi conto - ha detto ancora il presidente di Fondazione UniVerde - che non esisteva una normativa sui dissalatori e siamo riusciti a inserirla nel ddl salvamare. E ci siamo appassionati di tecnologia. Da qui l'incontro con Marnavi che aveva deciso di avviare un progetto, anche grazie al programma europeo H2020 e all'intervento del Mise, per un dissalatore mobile. Oggi questo progetto è diventato un prodotto reale, questa nave esiste". "È una tecnologia - ha spiegato - che nasce assemblando una nave e un sistema innovativo di dissalazione che permette di rilasciare in alto mare la salamoia diluita che così si disperde e non si concentra in aree ristrette. Dunque un sistema che riduce notevolmente l'impatto ambientale".

"Non è che bisogna togliere i dissalatori a terra ma questi vanno monitorati e migliorati. E poi bisogna che si utilizzi al meglio la tecnologia italiana, nuova, che magari un domani si può diffondere e diventare una tecnologia a disposizione dell'Europa e del mondo. Dobbiamo pensare a fare del dissalatore mobile uno standard europeo".

"Dobbiamo avere attenzione alla ricerca, alla scienza, alla tecnologia. Dobbiamo tutelare il mare - ha concluso Pecoraro Scanio - che è la risorsa più preziosa che abbiamo, è lo stabilizzatore del clima, è l'elemento centrale di questo pianeta. Abbiamo poco rispetto per questo elemento così centrale".

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