Pediatria: 5,5 mln di baby accessi al pronto soccorso, 20% di notte

Roma, 30 apr. (Adnkronos Salute) - Pronto soccorso punto di riferimento per i genitori italiani: gli accessi dei baby-pazienti "sono aumentati, in rapporto all'aumento della popolazione di età pediatrica. E anche l'analisi della fascia oraria in cui i genitori si rivolgono al pronto soccorso dimostra che il servizio è un sicuro punto di riferimento per i genitori: il 40% degli accessi si verifica nell'arco della mattinata (dalle 8 alle 14), un ulteriore 40% nel pomeriggio (dalle 14 alle 20), il 20% durante la notte (dalle 20 alle 8)". Lo spiega all'Adnkronos Salute Italo Farnetani, pediatra e docente a contratto dell'Università di Milano-Bicocca: "In Italia ogni anno i pronto soccorso sparsi in tutta la Penisola effettuano 5 milioni e mezzo di visite 24 ore su 24 sui bambini per tutto l'anno, ma solo il 30% circa degli ospedali italiani dispone di un pronto soccorso pediatrico".

Farnetani ha realizzato un'indagine su genitori e pronto soccorso, presentata a Lacco Ameno in occasione dell'XI edizione del Convegno nazionale Ischia pediatria e neonatologia, organizzato da Giuseppe Parisi, direttore dell'Uoc di Pediatria e Neonatologia dell'Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno. All'interno del congresso si è svolta una tavola rotonda sui problemi organizzativi del pronto soccorso pediatrico. "L'analisi dei motivi di consultazione del pronto soccorso da parte dei genitori, dimostra che questi vi si rivolgono quando sono presenti malattie particolarmente ansiogene. In molti casi - dice il pediatra - la diagnosi del medico esclude la presenza di una malattia, per cui i genitori lasciano il pronto soccorso tranquillizzati, ma la loro non è stata una richiesta di visita inutile. I principali sintomi che hanno indotto i genitori a presentarsi al pronto soccorso, anche durante la notte, potrebbero infatti far sospettare una malattia grave e pertanto necessitano di visita medica".

Dati alla mano, i principali motivi di consultazione sono: dolore addominale, vomito o diarrea, dolore all'orecchio, broncospasmo, tosse insistente o febbre alta, sospetta polmonite. "Come si vede - nota il pediatra - sono tutte situazioni di cui il genitore non può rilevare la gravità e per le quali serve una visita o accertamenti. Restano poi tutti i casi di trauma o incidenti". Considerando che il 70% circa delle prestazioni viene erogato in un pronto soccorso generale, proprio perché l'accesso al pronto soccorso fa parte del diritto alla salute, "nei dieci principali ospedali pediatrici italiani - prosegue il pediatra, citando dati Simeup - in dieci anni c'è stato un aumento di accessi che corrisponde all'8,52%". Si consideri che nello stesso periodo i minori sono passati (secondo i dati Istat) da 10.434.890 a 10.837.854, con un incremento di 402.964 pari al 3,86%. "Ma se andiamo ad analizzare la fascia dei bambini di meno di sei anni, ovvero quella di maggior morbilità, siamo passati da 3.661.963 a 3.990.978 con un incremento di 329.015 bambini, pari all'8,98%".

Insomma, l'aumento è proporzionato al numero dei piccoli. "Si ha una conferma ulteriore andando a guardare la fascia di età da zero a tre anni siamo passati da 2.098.242 a 2.272.946, con un incremento di 174.704 bambini, pari all'8,32%. Dal punto di vista assoluto si è avuto un incremento degli accessi del pronto soccorso pari all'8,52% che - spiega Farnetani - corrisponde a un incremento di carico di lavoro equivalente a un bambino visitato ogni undici accessi. Il dato interessante è però che l'incremento degli accessi in pronto soccorso sia stato proporzionato all'incremento globale della popolazione pediatrica, senza un'influenza peculiare dell'aumento del numero di figli di genitori stranieri. In pratica, i dati dimostrano che gli accessi al pronto soccorso sono sostanzialmente simili fra italiani o stranieri".

"Si può concludere che la fruizione dei servizi del pronto soccorso pediatrico sia un fenomeno costante e consolidato. Inoltre è importante che in Italia la medicina d'emergenza e urgenza pediatrica sia presente in tutto il territorio nazionale, anche se con diverse modalità: i genitori vi si rivolgono con fiducia, come dimostra l'aumento delle prestazioni in rapporto all'incremento demografico. Infine osservando i dati degli ultimi cinque anni, nonostante la diminuzione del numero dei pediatri nel settore ospedaliero - conclude Farnetani - si è registrato un incremento di circa il 15% dei pronto soccorso pediatrici".

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