Pedofili per possibile patologia neurologica. Lo dice... -2-

Bnz

Padova, 5 nov. (askanews) - "In questo studio abbiamo evidenziato delle peculiari caratteristiche nel modus operandi dei trasgressori sessuali - spiega la dott.ssa Cristina Scarpazza, del Dipartimento di Psicologia Generale dell'Università di Padova e autrice della ricerca-, un pattern comportamentale che differenzia i soggetti che sono potenzialmente affetti da patologie neurologiche, dai criminali veri e propri: ad esempio, i primi non mostrano il tipico comportamento predatorio dei pedofili classici, non premeditano e pianificano i reati sessuali che commettono e non scelgono selettivamente le loro vittime. Questa ricerca non intende in alcun modo assolvere o giustificare i molestatori di bambini, ma quello di offrire un nuovo strumento per distinguere un criminale che commette reati di pedofilia, da un individuo affetto da una patologia neurologica che lo porta a mettere in atto comportamenti che non è in grado di controllare".

"L'identificazione di queste persone come 'pedofili acquisiti', in contrapposizione ai pedofili classici, potrebbe rivelarsi importante per varie motivazioni - dice il prof Andrea Camperio Ciani -. In primo luogo, la pedofilia in queste persone è in molti casi reversibile  trattando le condizioni mediche che ne sono alla base, come documentato in diversi casi descritti in letteratura. Ad esempio, se a causare il comportamento pedofilico fosse un tumore al cervello, rimuoverlo chirurgicamente avrebbe come conseguenza anche la sua cessazione. Quest'argomentazione assume notevole rilevanza nel momento in cui suggerisce che il trattamento di questi soggetti potrebbe rappresentare una forma di prevenzione rispetto alla possibile reiterazione di questi reati e il conseguente coinvolgimento di vittime innocenti. 

In secondo luogo, a causa della loro difficoltà a inibire gli impulsi, questi individui non sono pienamente in grado di controllare le loro azioni e, quindi, la considerazione di questa condizione come una vera e propria malattia diventa (in alcuni casi) un argomento possibile e pertinente anche a livello legale. Questi soggetti, rappresentando solo una piccola parte dei pedofili, sono a tutti gli effetti pazienti neurologici e dovrebbero essere adeguatamente trattati per la loro patologia cerebrale, che spesso mette a rischio la loro stessa vita, se non individuata per tempo".