Pedofilia, la riforma di Papa Francesco dopo vertice del 2019

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Citt del Vaticano, 16 lug. (askanews) - Il "Vademecum su alcuni punti di procedura nel trattamento dei casi di abuso sessuale di minori commessi da chierici a cura della congregazione per la Dottrina della fede" pubblicato oggi l'ultima delle misure che erano state preannunciate a conclusione del vertice sulla pedofilia voluto dal Papa in Vaticano dal 21 al 24 febbraio del 2019 con i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo. Lo stesso Pontefice aveva suggerito, nelle sue riflessioni conclusive, di "elaborare un vademecum pratico nel quale siano specificati i passi da compiere a cura dell'autorit in tutti i momenti chiave dell'emergenza di un caso". Il gesuita Federico Lombardi, ex portavoce vaticano nonch moderatore di quello storico appuntamento, aveva indicato allora che questo vademecum avrebbe aiutato i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti. Dal febbraio 2019, per, Francesco ha introdotto una lunga serie di innovazioni normative e procedurali, che le linee-guida possono finalmente recepire. Il Pontefice argentino ha dapprima promulgato, il 29 marzo dello stesso 2019, norme penali anti-abusi sessuali per lo Stato della Citt del Vaticano e la Curia romana, nunzi apostolici compresi, sotto forma di un motu proprio "sulla protezione dei minori e degli adulti vulnerabili" e di una nuova legge (numero CCXCVII) - sino ad allora inesistente - con linee guida, analoghe alle linee-guida che adotta ogni Conferenza episcopale nazionale ma dedicate alla vita dei fedeli del Vicariato della Citt del Vaticano. Due provvedimenti, questi, dal valore "esemplare", oltre che effettivo, per indicare alle Chiese nazionali uno stringente modello di regolamentazione interna, ancorch applicato allo Stato Pontificio. Il 9 maggio, con il motu proprio "Vos estis lux mundi", Voi siete la luce del mondo, il Papa ha poi ordinato ed aggiornato la normativa anti-abusi valida per l'intera Chiesa cattolica, introducendo, tra l'altro, l'obbligo per preti e religiosi di denunciare gli abusi al loro vescovo, rafforzando il ruolo dell'arcivescovo metropolita nelle indagini, sancendo il divieto di imporre il vincolo del silenzio, e raccomandando che ogni diocesi si doti di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni. Il 17 dicembre del 2019, ancora, con due "rescritti" a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, Papa Francesco ha abolito il segreto pontificio nei casi di violenza sessuale e di abuso sui minori commessi dai chierici, e ha anche deciso di cambiare la norma riguardante il delitto di pedopornografia facendo ricadere nella fattispecie dei "delicta graviora", i delitti pi gravi, la detenzione e la diffusione di immagini pornografiche che coinvolgano minori fino all'et di 18 anni. A fine febbraio scorso, infine, la Santa Sede ha presentato una task force, coordinata dal maltese Andrew Azzopardi, che fornir supporto alle Conferenze episcopali e agli ordini religiosi di tutto il mondo per implementare le misure di contrasto e prevenzione degli abusi sessuali compiuti da preti e religiosi. Il Vaticano aveva gi normato la questione degli abusi sessuali con il motu proprio di Giovanni Paolo II Sacramentorum Sanctitatis Tutela del 2001, aggiornate nel 2010 da Benedetto XVI, e Francesco era gi intervenuto con un primo giro di vite normativo nel 2013. Adesso arrivano le "linee guida" della congregazione per la Dottrina della fede per fornire ai vescovi di tutto il mondo indicazioni operative per applicare correttamente le norme canoniche esistenti quando emerge un caso di abuso sessuale.