Pedro Arredondo avrebbe incasellato una serie clamorosa di leggerezze imperdonabili

Pedro "Pete" Arredondo
Pedro "Pete" Arredondo

Si addensano nuove ombre sul capo della polizia per la strage di Uvalde, secondo il New York Times ed una diffusa parte dell’opinione pubblica Pedro Arredondo avrebbe inanellato una serie clamorosa di leggerezze imperdonabili. La prima è quella per la quale il capo degli agenti della cittadina degli Usa avrebbe impedito a decine di poliziotti di irrompere nelle due aule della Robb Elementary School. Le condizioni tattiche e di urgenza c’erano, dato che il killer stava continuando a sparare.

Strage di Uvalde, ombre sul capo della polizia

Ma ci sarebbe di più: nel prendere il comando dell’operazione Arredondo non avrebbe avuto al seguito neanche la radio della polizia. Al NYT lo ha rivelato un funzionario delle forze dell’ordine. E che danno potrebbe essere scaturito da quella carenza? Immenso, a contare che su una frequenza univoca si comunica molto più celermente e i cambi di scenario possono essere notificati a tutti gli spot di interdizione in tempo reale. Lo storico della tragedia parla chiaro: quando due poliziotti sono stati raggiunti dai proiettili Arredondo ha deciso di ripiegare. A quel punto ed usando un cellulare ha chiamato un telefono fisso della polizia e ha dato la procedura di “soggetto barricato”.

Nessun codice “active shooter” durante la mattanza

Quello scenario prevede un protocollo di intervento molto più farraginoso e lento, mentre nelle aule c’era la prova vivente e tremenda di un codice “active shooter”, con un ragazzo armato AR-15 che stava continuando a sparare. Con una radio qualcuno avrebbe udito la cantonata e ci avrebbe messo rimedio in tempo reale, salvando forse più vite.

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