Peggy Guggenheim e Campiello Giovani: letteratura, arte e digital

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Venezia, 22 set. (askanews) – Cinque opere della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia raccontate dai cinque finalisti del premio letterario Campiello Giovani, che nello storico palazzo sul Canal Grande che ospita il museo hanno letto i propri racconti, ispirati a Salvador Dalì, Jackson Pollock, Clyfford Still, Joseph Cornell e Giorgio De Chirico.

“La Collezione Peggy Guggenheim – ha spiegato ad askanews la direttrice del museo Karole Vail -ha intrapreso questo bellissimo percorso con il Campiello Giovani e siamo veramente molto lieti e onorati di questa collaborazione perché a noi preme molto il coinvolgimento dei giovani, la Generazione Z degli under 25”.

I racconti di Salvatore Lamberti, Shannon Magri, Martina Sangalli, Alice Scalas Bianco e Camilla Tibaldo, in un dialogo tra le diverse forme d’arte, sono poi stati trasformati anche in animazioni video curate della studentessa di storia dell’arte Kanon Ida: dal 22 settembre sono visibili, una a settimana, sui canali social della Collezione Peggy Guggenheim.

“In questo modo – ha aggiunto Vail – il museo racconta le proprie opere e io credo che questa sia una bellissima opportunità per mostrare come si può lavorare benissimo in maniera multidisciplinare, unendo arte e letteratura. Uno scrittore può essere anche un artista e viceversa. Poi non bisogna dimenticare che Peggy Guggenheim non fu solo una grande collezionista, ma apprezzava moltissimo la letteratura, che è stata il suo primo grande amore. Aiutò tanti scrittori come Djuna Barnes, aiutò una rivista d’avanguardia come The Little Review a pubblicare l’Ulisse di James Joyce in America”.

La stessa Peggy diceva che la sua collezione avrebbe dovuto servire “il futuro invece di registrare il passato” e anche in questo senso la collaborazione con il Campiello Giovani aderisce alla vocazione storica del museo veneziano. E pure il premio letterario ha trovato a Palazzo Venier dei Leoni uno spazio per ampliare la propria prospettiva verso il futuro.

“Da tanto il Campiello voleva estendere il proprio ambito al di fuori della letteratura – ha detto Enrico Carraro, presidente Confindustria Veneto – e lo facciamo oggi, cosa particolarmente importante, con i giovani. Il Campiello si impegna molto con i giovani, abbiamo anche programmi per sostenere i lettori più piccoli. Noi da tanto cercavamo di allargare i nostri confini e sono stato molto contento della disponibilità della direttrice Karole Vail”.

Interessante, soprattutto, il modo in cui, oltre a intrecciare letteratura e arte moderna, il progetto guarda ai nuovi linguaggi della creatività giovane, e ai luoghi digitali dove l’importanza di portare la cultura è oggi strategica.

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