Pelješac, il ponte che collega Croazia, Unione europea e... Cina

Uno spettacolo aereo e i fuochi d'artificio hanno celebrato l'apertura del nuovo tanto atteso ponte di Pelješac (in croato: Pelješki most), nel sud della Dalmazia, in Croazia.

Il nuovo ponte collega due parti della costa croata del Mar Adriatico, aggirando un piccolo lembo di territorio bosniaco ed evitando i valichi di frontiera.

Un ponte... multiculturale

Il ponte di Pelješac - penisola conosciuta anche con il nome italiano di Sabbioncello - è stato cofinanziato dall'Unione Europea e costruito da un'azienda cinese, la China Road and Bridge Corporation.

Il primo ministro croato Andrej Plenković è apparso molto soddisfatto.

"Questo è un giorno storico per la Croazia.
I miei sono sentimenti di gioia, orgoglio e gratitudine".

Olivier Matthys/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
Lo "sfondo europeo" di Andrej Plenković. - Olivier Matthys/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Cooperazione cinese ed europea

In collegamento video da Pechino, il primo ministro cinese Li Keqiang ha commentato questo raro esempio di cooperazione cinese ed europea. 
"Possiamo dire che questo ponte illustra le relazioni amichevoli tra Cina e Croazia. E la cooperazione tra Cina e Unione europea. Le aziende cinesi hanno vinto il bando attraverso una gara pubblica in concorrenza leale, in conformità con i principi di mercato e le regole dell'Ue".

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Finalmente relazioni amichevoli Cina-Ue. - Screenshot

Tutti a Dubrovnik!

Il ponte di Pelješac, aperto ai pedoni prima dell'inaugurazione ufficiale, è già diventato un'attrazione turistica. 
La struttura, lunga 2.374 metri, costata 526 milioni di euro (di cui 357 milioni sono dell'Unione europea, a fondo perduto), collega a sud la terraferma alla penisola di Pelješac, consentendo così un accesso più agevole a Dubrovnik, una delle mete turistiche più popolari della Croazia.

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Il ponte della "sovranità nazionale" accontenta tutti

Molto soddisfatti anche gli operatori turistici della zona. 
"Non dovremo più fare affidamento sul traghetto, non dovremo aspettare a due valichi di frontiera. Questa attesa in fila alla frontiera poteva durare da cinque minuti a due ore e mezza. È stato davvero estenuante e ha creato una sorta di amarezza tra le persone che vivono qui", ha detto un'imprenditrice.

Ma ora il ponte della "sovranità nazionale" - come lo ha definito il premier Plenković - ha risolto tutto.
Almeno così pare.

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