Pelle e opera d'arte si separano: sono gli NFT dei tatuaggi

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Passione per i tatuaggi e paura degli aghi da oggi in poi possono essere compatibili. Accaparrarsi un disegno esclusivo di uno dei tattoo artists più quotati si sgancia dalla necessità di averlo impresso sulla pelle, grazie a un nuovo spazio digitale, dove i tatuaggi si possono comprare e vendere sotto forma di NFT. Un marketplace, che prende il nome di All Our Best, lanciato proprio in questi giorni grazie all’iniziativa di una manciata di tatuatori capeggiati da Scott Campbell, che nel suo portfolio vanta opere “esposte” sulla pelle di Robert Downey Jr., Jennifer Aniston e Marc Jacobs. Su All Our Best i tatuatori possono offrire i loro disegni sotto forma di NFT tracciabili, permanenti e scambiabili - cosa impossibile una volta che il disegno è stato tatuato.

All Our Best diventa il luogo in cui il tattoo artist mette in vendita la propria opera come NFT. L’acquirente del token ha quindi la proprietà di un’opera autenticata e unica, che si accompagna al diritto di farsela tatuare dall’artista stesso - dettaglio non da poco, dato che i tatuatori più famosi hanno liste d’attesa anche di anni. E teoricamente è prevista anche la possibilità di comprare l’opera digitale e farsela tatuare da un diverso artista senza violare la proprietà intellettuale del disegno. Ma - e qui sta la piccola rivoluzione - comprare l’NFT non vuol dire comprare il tatuaggio. Si può anche decidere di mantenere solo la proprietà del token senza portarne i segni sulla pelle, e rivenderlo all’occorrenza. O ancora: avere il tatuaggio fisico e rivendere l’NFT. In questi casi, grazie alla blockchain che traccia gli scambi, un 10% della transazione va automaticamente all’artista come diritti d’autore.

Al momento sono 6 i tattoo artists sulla piattaforma, che però conta di aprirsi anche ad altri, diventando un marketplace globale. Non è la prima iniziativa ma è forse quella con più respiro imprenditoriale. Il primo round di NFT su All Our Best avrà prezzi tra i 1000 e i 10mila dollari, e oltre che per gli artisti comporta un vantaggio anche per i clienti. L’NFT rende il tatuaggio, opera fugace e mortale quanto il suo ospite, un bene scambiabile e tramandabile, che non soffre dei segni del tempo e non si scolorisce con l’esposizione al sole. E si aprono ancora altre possibilità. Celebrities potrebbero decidere di vendere come NFT porzioni della propria pelle tatuata, così come i pochi ancora in vita che hanno su di sé l’inchiostro di un originale Sailor Jerry o di un altro artista leggendario avrebbero la possibilità di monetizzare il capitale che indossano - in modi meno cruenti rispetto alla conservazione fisica del lembo di pelle inchiostrato. Sì, perché esistono società come Save My Ink Forever, che asportano i tatuaggi dopo la morte e trasformano la pelle imbalsamata con tecniche speciali in quadri ricordo, muniti di vetro anti UV per preservare i colori.

Altri tatuatori mescolano le arti per portare le loro opere ancora oltre. L’Italiano Alessandro Capozzi , ad esempio, ha avviato una partnership con Tatwiggle, collettivo di designer che anima i tatuaggi creando dei brevi filmati a partire dai disegni sulla pelle. Il primo pezzo d’arte digitale, autenticato sotto forma di NFT, è un tatuaggio accompagnato dalla relativa animazione, che il tattoo artist ha realizzato per e sulla star dance pop Demi Lovato. Capozzi, conosciuto per i suoi disegni iper realistici e accurati anche nelle dimensioni più ridotte, permetterà così ai propri clienti di acquistare il disegno, l’opera digitale animata collegata, e poi decidere se farselo effettivamente tatuare addosso.

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