Pellegrinaggi ai tempi del covid, Diella (Unitalsi): "In attesa per Lourdes, in Terra Santa solo da vaccinati"

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I viaggi di pellegrinaggio ai tempi del Covid. Come è cambiata la vita dei credenti, durante la pandemia? "La situazione viaggi fuori dall'Italia è sostanzialmente ferma - dice all'Adnkronos il presidente nazionale Unitalsi Antonio Diella - Basti pensare a Lourdes, dove ci sono ancora limitazioni per viaggiare e le frontiere sono chiuse. Israele ha sì riaperto, ma per andare in Terra Santa bisogna essere vaccinati. Ecco perché contiamo di partire il prossimo 23 luglio, appena il gruppo lo avrà fatto. Se si potrà, anche prima, magari a giugno".

"In attesa che la situazione migliori - spiega - e con tanti pellegrinaggi già programmati, stiamo realizzando viaggi religiosi all'interno delle regioni. Nonostante si parli di piccoli gruppi, sono molto curati e sicuri. Viaggi covid free li potremmo definire, con la partecipazione anche del nostro personale qualificato: Monte Berico in Veneto, San Luca in Emilia Romagna, San Giovanni Rotondo in Puglia, Pompei, Siracusa. E poi Loreto nelle Marche, anche a carattere vaccinale. Tutti, prevedono o la vaccinazione dei partecipanti o, il tampone all'arrivo e alla partenza".

"Le prenotazioni - aggiunge Diella - le abbiamo avute sempre, anche nel lungo periodo di chiusura. Per quanto riguarda il Lourdes, per noi è come una fissazione spirituale, è la nostra casa. Siamo anche pronti per i pellegrinaggi al cammino di Santiago. Ma aspettiamo il momento giusto, perché vorremmo che fosse esperienze di vita e non di guerra. In serenità, senza il terrore della positività, dell'eventuale quarantena. Chiaramente, in tutte queste mete, bisognerà fare attenzione ai gesti tradizionali. I baci, gli abbracci non credo si potranno fare come prima. Faremo diversamente, per essere sicuri", conclude.