Pena di morte, la California guida il movimento contro Trump

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New York, 29 lug. (askanews) - "Se qualcuno uccide, noi non uccidiamo. Noi siamo migliori". Il governatore della California, Gavin Newsom, ha usato queste parole per spiegare la moratoria della pena di morte, annunciata lo scorso marzo. Una mossa simbolica, viste le tanti cause legali che hanno bloccato le esecuzioni in California (l'ultima risale al 2006), ma significativa nella lotta contro la pena di morte negli Stati Uniti. Eppure, i californiani hanno respinto, nel 2016, un referendum per abolire la pena di morte e hanno invece approvato di misura un quesito per accelerare i processi e le esecuzioni; al momento, ci sono 737 persone nel braccio della morte californiano.

L'approvazione per la pena di morte è in declino da anni, negli Stati Uniti, ma il presidente Donald Trump non sta assecondando questa tendenza: giorni fa, ha deciso di ripristinare le esecuzioni di condanne a morte federali, ferme da 16 anni. Proprio dopo l'annuncio della moratoria californiana, Trump aveva duramente attaccato il governatore, parlando di "vittime sempre dimenticate". E ricordando le vittime, il segretario alla Giustizia, William Barr, ha annunciato la ripresa delle esecuzioni federali. (segue)