Penalisti a Bonafede: serve chiarezza su provvedimenti assunti -2-

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Roma, 11 mar. (askanews) - "Qualche interpretazione francamente speciosa, pubblicata con sconcertante tempestività, ha proposto una lettura restrittiva della sospensione dei termini processuali che sarebbe riservata ai soli procedimenti con udienza fissata nel periodo. E' evidente che se così fosse gli avvocati sarebbero costretti a recarsi negli studi impegnando se stessi, i propri collaboratori e il personale di segreteria nella materiale redazione di atti per poi procedere al loro deposito convocando assistiti e parti, non interrompendo insomma l'attività di relazione tra le persone, obbiettivo che la legge ha inteso imporre. E' necessaria una interpretazione autentica dell'art. 1 del DL affermando come la sospensione dei termini, ferme le deroghe previste, debba necessariamente interessare tutti i procedimenti. Riteniamo altresì necessario un provvedimento che autorizzi i difensori a depositare atti difensivi, senza eccezioni, mediante posta elettronica certificata", sottolinea la nota dell'Ucpi.

"Il grave pericolo che corre la salute pubblica richiede misure urgenti per alleviare le pesantissime condizioni di vita all'interno degli Istituti Penitenziari. Sarà il Parlamento eventualmente chiamato a discutere di provvedimenti clemenziali, la situazione però richiede risposte immediate. Sono da subito possibili provvedimenti urgenti che consentano in via ordinaria la detenzione domiciliare per le pene brevi e prevedano l'assoluta eccezionalità della custodia cautelare in carcere alleggerendo così la condizione di sovraffollamento", prosegue la nota.

"Sono ben chiare le profonde differenze di riferimenti culturali che stanno alla base della Nostra e della Sua concezione del diritto penale e della pena, ma quelle che ci permettiamo di indicarLe sono misure urgenti di assoluta ragionevolezza che non possono non incontrare il favore di tutte le persone di buona volontà", conclude la nota.