Penalisti: con proposte di autoriforma non usciremo mai dalla crisi

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Roma, 24 giu. (askanews) - "Immaginare di risolvere i temi critici che sono sotto gli occhi di tutti, emersi in modo impetuoso con la vicenda ben nota di Perugia, illudersi che si possa uscire da questa grave crisi politica, istituzionale, di credibilit della magistratura, invocando risorse di natura etico morale, peggio ancora, riflessi di auto riforma della magistratura, come sentiamo dire incredibilmente, un'illusione. Non usciremo mai dalla crisi", Lo ha detto il presidente dell'Unione delle Camere Penali, Gian Domenico Caiazza, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle proposte di riforma dell'ordinamento giudiziario e della magistratura, avanzate dall'Ucpi.

"Questa crisi dimostra che nel nostro Paese c' uno squilibrio tra poteri: il potere giudiziario ha acquisito una forza, una incidenza, una dimensione che va oltre i propri limiti costituzionali", ha aggiunto il presidente dell'Ucpi. "Hanno trasfigurato questo potere, che esercita l'accertamento dei fatti di rilevanza penale e ne definisce le responsabilit, in un potere politico, in grado di orientare la vita delle istituzioni poltiche, esercitare scelte di politica criminale, senza risponderne a nessuno", ha sottolineato Caiazza che punta il dito contro la magistratura inquirente. "Il problema in assoluta prevalenza del potere inquirente, degli uffici di procura, che iscrivendo o non iscrivendo o il sindaco o il presidente della Regione o il ministro, determinano esiti di natura politica. Il giudizio che arriver dopo molti anni, non interessa nessuno, e non determinante n decisivo", ha spiegato.

(Segue)