I "pendolari" dalla Lombardia spaventano Macugnaga e la Val d'Ossola

Ettore Colli Vignarelli

I “pendolari” del Coronavirus non si fermano neppure davanti alle norme severe del Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Sono in moltissimi, a quanto rilevano sindaci e amministratori locali, i possessori di seconde case nelle diverse località montane dell'Ossola, specie provenienti dalla Lombardia, che vi hanno trasferito bambini con mamme e nonne, nell'illusione di una fuga dall'infezione, facendo poi la spola da Milano o dalle altre località lombarde.

Di fronte a questo fenomeno, Stefano Corsi , sindaco di Macugnaga, la conosciutissima località in Valle Anzasca ai piedi del Rosa,  ha scritto una lettera al Prefetto del Verbano Cusio Ossola per chiedere aiuto: “A fronte del Dpcm relativo all'emergenza coronavirus – lamenta il sindaco - e avendo avuto riscontro da parecchi frequentatori della nostra stazione turistica, che hanno espresso la volontà di fare ritorno a Macugnaga nel prossimo weekend con le rispettive famiglie,  si chiede quali misure di controllo sono da attuare, considerata l'emergenza sanitaria, soprattutto a tutela dei nostri concittadini residenti”.

Il caso di Macugnaga sembra non essere l'unico: anche altri sindaci ossolani hanno, infatti, manifestato preoccupazione e si preparano se necessario ad intervenire.