Peng in videoconferenza con il presidente Cio: "Sto bene"

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Japan's Nao Hibino smiles after her victory against China's Shuai Peng during their women's singles match on day two of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 21, 2020. (Photo by Greg Wood / AFP) / IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE (Photo by GREG WOOD/AFP via Getty Images) (Photo: GREG WOOD via Getty Images)
Japan's Nao Hibino smiles after her victory against China's Shuai Peng during their women's singles match on day two of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 21, 2020. (Photo by Greg Wood / AFP) / IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE (Photo by GREG WOOD/AFP via Getty Images) (Photo: GREG WOOD via Getty Images)

La star del tennis cinese Peng Shuai ha parlato in videoconferenza con il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), rassicurandolo sulle sue condizioni (“sto bene e sono al sicuro”), dopo giorni di preoccupazione per la sua scomparsa a seguito delle denunce di abusi sessuali da parte dell’ex vicepremier di Pechino, Zang Ghaoli. Lo riferisce una nota del Cio, riportata sul sito della Reuters.

Nella videochiamata ha rassicurato sulle sue condizioni di salute e ha spiegato che “si trova nella sua casa a Pechino, ma preferirebbe che in questo momento venisse rispettata la sua privacy”. Lo riferisce una nota del Cio. “E’ per questo che per adesso preferisce passare il tempo con gli amici e la famiglia. Nonostante ciò, continuerà a essere coinvolta nel tennis, lo sport che ama così tanto”, aggiunge il comunicato.

Sembra dunque chiudersi il giallo che aveva agitato il mondo dello sport, e non solo. In precedenza era stato diffuso un video in cui si vedeva la tennista presenziare un torneo giovanile a Pechino che però non costituiva una prova certa. Tanto che sia la Wta, Women’s Tennis Association (Wta), federazione internazionale del tennis femminile, lo aveva definito insufficiente. Mentre anche Parigi si era fatta sentire con il ministro degli Esteri francese Le Drian. “Peng parli liberamente o conseguenze diplomatiche”, l’ultimatum.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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