Pensioni 2020: ritiro in Italia avviene troppo presto

pensioni 2020

Nell’ultima edizione del ‘Pensions at a Glance 2019′, l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha fatto presente come in Italia i lavoratori vadano in pensione troppo presto. Come riportato dall’organizzazione, infatti, gli italiani, pur avendo un’età legale per l’accesso alla pensione di vecchiaia pari a 67 anni, l’età effettiva di uscita dal mondo del lavoro si ferma a 63,3 anni per gli uomini e a 61,5 per le donne. A conti fatti, nella nostra penisola si va in pensione troppo giovani.

Questo rappresenterebbe un problema, almeno stando all’organizzazione parigina, per garantire la sostenibilità del nostro sistema pensionistico. Il suggerimento dato dall’organizzazione è quello di “aumentare l’età effettiva di pensionamento”. Inoltre, consiglia di limitare le forme di prepensionamento e applicando l’adeguamento alla speranza di vita anche all’anzianità contributiva. Tale meccanismo, previsto dalla riforma Fornero, è bloccato fino al 2026 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne.

Pensioni 2020

Sul discorso pensioni era anche recentemente intervenuto Stefano Sacchi, il presidente dell’Inapp. Per Sacchi aver deciso di non toccare Quota 100, allontanerebbe lo spettro di nuovi esodati, ma non risolverebbe il problema di nuovi interventi sulle pensioni, i quali entrerebbero nell’agenda politica. Per Sacchi la strada migliore “sarebbe progettare subito un ammorbidimento dello scalone che arriverà tra il 2021 e il 2022”.

Il presidente Sacchi aveva continuato dicendo: “Sarebbe il caso che la politica cominciasse a pensare a come riorganizzare l’intero sistema pensionistico. Quota 100 comunque terminerà nel 2021. Non sarebbe sbagliata una legge delega per il riordino del sistema pensionistico con una discussione aperta in Parlamento”.