Pensioni: avanti partita governo-sindacati, giovedì focus su giovani e donne

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Comincerà a dipanarsi da giovedì prossimo, 20 gennaio, la trattativa tra governo e sindacati per una riscrittura condivisa della riforma Fornero sulle pensioni. Il primo dei tre tavoli tecnici convocato al ministero del Lavoro, infatti, dovrebbe affrontare uno dei nodi maggiori sul tappeto: quello relativo ai giovani che entrando in un mercato del lavoro spesso precario e discontinuo non potranno usufruire di un tesoretto di contribuzione adeguata a garantirsi una pensione dignitosa. Il tema è da anni allo studio: la stessa proposta che Cgil, Cisl e Uil si apprestano a discutere, quella di una pensione di garanzia per i giovani, è stata già messa sul tavolo più volte con altri governi senza mai riuscire a vedere la partita chiusa.

Anche questa volta esiste il rischio che le fibrillazioni politiche, legate oggi alla votazione del presidente della Repubblica, possano impattare sul confronto in atto ma, al momento, il tavolo sulle pensioni è rimasto fuori dai round 'congelati' in attesa degli eventi. Avanti tutta perciò con il confronto sulla riforma per il quale lo stesso ministro del Lavoro, Orlando, ha disegnato nei giorni scorsi tempi brevi di gestione. Giovedi' dunque riflettori accesi sui giovani ma anche sulle donne .

Per i primi la proposta dei sindacati mirerebbe ad introdurre una sorta di 'correttivo' al calcolo del sistema contributivo per evitare gravi effetti sulle prestazioni pensionistiche che derivano dalle distorsioni del mercato del lavoro definendo per questo una 'integrazione ad hoc' degli assegni a fronte di pensioni insufficienti. L’integrazione, che scatterebbe perciò solo al momento del pensionamento e a beneficio esclusivo di chi si trovi in difficoltà, mira a garantire un assegno complessivo mensile "dignitoso"; le stime sempre circolate in questi anni hanno disegnato spesso un importo molto vicino ai 1000 euro al mese da destinare unicamente a quelli con problemi di inadeguatezza della pensione.

Riflettori accesi anche sulle donne. L'equiparazione dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia con quelli previsti per gli uomini restano al centro delle attenzioni di Cgil, Cisl e Uil per i quali le 'carriere' lavorative tra i sessi non sono equiparabili: gender gap e carichi familiari fanno la differenza. Per questo sarebbe necessario per i sindacati prevedere soglie contributive d’accesso alla pensione compatibili con le condizioni delle donne.

Non solo. Per riconoscere il lavoro di cura non retribuito che svolgono in famiglia, i sindacarti chiedono il riconoscimento di 12 mesi di anticipo pensionistico per ogni figlio oltre alla valorizzazione, ai fini pensionistici, del lavoro di cura di persone disabili o non-autosufficienti in ambito familiare.

Dal tavolo resta comunque fuori per ora ogni riferimento al requisito di età o di contribuzione necessario per andare in pensione: il tema, il più caldo del pacchetto pensioni, infatti, quello sulla flessibilità d'uscita, sarà analizzato solo in un round successivo al 20 gennaio da calendarizzare però, come garantito dal governo, prima dell'incontro già fissato per il 7 febbraio prossimo, data in cui si farà un primo bilancio politico sul confronto in atto per misurare distanze e avvicinamenti.

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