Pensioni, ecco cosa cambia: tutte le novità dal 2022

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Dal primo gennaio 2022 si potrà uscire dal lavoro con 64 anni d’età e 38 di contribuzione. Una Quota 102 secca che durerà 12 mesi (con la possibilità di richiedere l’assegno anche successivamente). Ma che non sarà vincolante per i lavoratori delle piccole e medie imprese in crisi che potranno utilizzare pensionamenti anticipati con 62 anni d’età grazie a un apposito Fondo con una dote di 200 milioni l’anno per il prossimo triennio. Lo prevede la bozza della legge di bilancio. 

Ma dal 2022 rimarranno aperti altri canali d’uscita dal mondo del lavoro. A cominciare da Quota 101, Opzione donna (ma con 60 anni d’età, 61 per le lavoratrici autonome, e 35 di contributi) e dall'Ape sociale (utilizzabile con almeno 63 anni d’età e 30 o 36 anni di versamenti), prolungata per un anno e ora estesa fino a 23 categorie di lavori "gravosi". 

Vediamo, nel dettaglio, quali sono le novità in arrivo per i futuri pensionati.

Passaggio da Quota 100 a Quota 102

"I requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva sono determinati in 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva per i soggetti che maturano i requisiti nell'anno 2022. Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2022 può essere esercitato anche successivamente. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2022, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio".

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I lavori "gravosi"

Dell’elenco aggiornato fanno parte, tra gli altri, i professori della scuola primaria e pre-primaria (maestre e maestri), i portantini, i tecnici della salute, le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, il personale impegnato nella pulizia di uffici, alberghi e ristoranti, gli addetti alla gestione di magazzini. E ancora: artigiani, operai specializzati e agricoltori, conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione, conduttori di forni e altri impianti per la lavorazione del vetro e della ceramica e conduttori di impianti per la trasformazione del legno e lavorazione della carta. Per questi sarà possibile a fronte di 36 anni di contributi, gli ultimi dei quali impegnati in queste attività, a 63 anni chiedere l'Ape. Per i disoccupati non sarà più necessario avere terminato la Naspi da tre mesi.

Ape sociale

Per la proroga dell’Ape sociale in forma "rafforzata" vengono messi a disposizione 141,4 milioni nel 2022 e complessivamente 970 milioni fino al 2027. Altri 20 milioni il prossimo anno, 40 nel 2023 e 60 dal 2024 sono destinati alla nascita di un fondo per interventi pensionistici perequativi da garantire al personale di Forze armate, Forze di polizia e Vigili del fuoco.

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La nuova Opzione donna

Il prossimo anno potranno poi optare per una pensione interamente contributiva con Opzione donna le lavoratrici che al 31 dicembre del 2021 avranno maturato almeno 60 anni d’età (61 se autonome) e 35 di contributi. E, quindi, con un requisito anagrafico più elevato di quello attuale (58 anni, 59 anni per il lavoro autonomo).

Contratto di espansione

Consente lo scivolo pensionistico fino a cinque anni favorendo il turnover. Viene esteso agli anni 2022 e 2023 e per questi due anni "il limite minimo" dei dipendenti delle imprese scende a cinquanta, soglia per potervi accedere. Numero complessivo calcolato anche "nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con un'unica finalità produttiva o di servizi".

Fondo per pensioni PMI in crisi

Previsto un fondo da 600 milioni in 3 anni istituito per "favorire l'uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un'età anagrafica di almeno 62 anni". Il fondo ha una dotazione di 200 milioni di euro per l'anno 2022, 200 milioni di euro per l'anno 2023 e 200 milioni di euro per l'anno 2024.

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