Pensioni, Damiano: su correzione Fornero si passi da parole a fatti

Red/Pol

Roma, 13 mar. (askanews) - "Ha ragione Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, quando afferma che occorre correggere la legge Fornero mettendo in discussione 'la soglia di uscita dal mercato del lavoro'". Lo dichiara Cesare Damiano, esponente del Partito democratico.

"Nel corso della campagna elettorale - spiega - sono state fatte molte promesse di 'cancellazione' della legge previdenziale del Governo Monti. Dalle parole adesso si passi ai fatti, come è avvenuto nella passata legislatura (con le 8 salvaguardie, Opzione Donna e l'Ape sociale, per citare alcuni esempi), e si completi l'opera iniziata cinque anni fa. Le prime cose da fare nella prossima legislatura, a nostro avviso, sono: rendere strutturale l'anticipo pensionistico a 63 anni (che scade alla fine del 2018) e andare oltre le 15 categorie dei lavori pesanti che beneficiano della normativa; risolvere definitivamente il problema degli 'esodati' con una nona salvaguardia; proseguire la sperimentazione di Opzione Donna; rendere possibile l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall'età, cancellando gli attuali paletti previsti dall'Ape. Sarebbe un passo avanti importante: se nell'ultima legislatura abbiamo restituito più di 20 miliardi di euro al sistema pensionistico per un suo miglioramento, uno sforzo almeno analogo lo dovrebbe compiere il nuovo Governo".

"Soprattutto chi, nella campagna elettorale, si è speso sulla necessità di una correzione radicale del sistema pensionistico", conclude Damiano.