Pensioni, reddito cittadinanza e flat tax: come sarà la manovra 2023

(Adnkronos) - Pensioni minime a 600 euro, quota 103 solo nel 2023, stop al reddito di cittadinanza dal 2024 con il varo di nuova nuova riforma, flat tax più estesa, stralcio delle cartelle fino a 1000 euro. Sono alcune delle misure della manovra 2023 che il Consiglio dei ministri si appresta a votare.

Il vicepremier Antonio Tajani lasciando la Camera ha garantito che ci sarà "in legge di bilancio un innalzamento delle pensioni". Dal vertice di maggioranza è emerso il riferimento alla soglia minima dei 600 euro.

Soluzione ponte per un anno per superare la legge Fornero: è prevista l'introduzione di quota 103 ma solo per il 2023. Dunque in pensione a 62 anni di età con 41 anni di contributi all'attivo.

Cambia, con la manovra targata Meloni, 'opzione donna', il calcolo contributivo che consente alle lavoratrici di ottenere un trattamento pensionistico con requisiti notevolmente ridotti. 'Opzione donna' viene sì prorogata di un anno, ma anche legata al numero di figli: si esce a 58 anni con due o più figli, a 59 se si ha un solo figlio.

Non ci sarà in manovra l'azzeramento dell'Iva su beni di prima necessità (pane, pasta e latte). Secondo quanto si apprende, nelle intenzioni del governo sono previste invece misure di supporto messe a disposizione dai comuni per le fasce della popolazione meno abbienti.

Stop al reddito di cittadinanza a partire dal gennaio del 2024 per i cittadini occupabili e non. Dal 1 gennaio 2024 il reddito di cittadinanza viene abrogato per tutti sostituito 'tout court' da una nuova riforma.

Lo stralcio delle cartelle previsto dalla manovra di bilancio dovrebbe riguardare quelle fino a mille euro. Su questa cifra ci sarebbe l'accordo tra le forze di maggioranza.

Il Cdm dovrebbe dare il via libera alla estensione della flat tax fino ai redditi pari a 85mila euro per le partite Iva.