Perù, caos senza fine. Esteso lo stato di emergenza

La presidente peruviana ad interim Dina Boluarte ha esteso ad altre tre regioni, quattro province e a un altro distretto (quello di Torata) lo stato di emergenza in vigore già da un mese in parte del territorio nazionale, dove continuano le tensioni tra polizia e manifestanti a un mese di distanza dall'arresto del presidente Pedro Castillo avvenuto a dicembre.

I diritti costituzionali relativi all'inviolabilità del domicilio, alla libertà di transito nel territorio nazionale, alla libertà di riunione, alla libertà personale e alla sicurezza" sono sospesi anche lungo cinque autostrade del Paese (tra cui la Panamericana Sur, la Panamericana Norte, la Central, il Corredor Vial Sur Apurímac-Cuzco-Arequipa e il Corredor Vial Interoceánico Sur). Il decreto, pubblicato sabato sera sul quotidiano ufficiale El Peruano, entra in vigore da domenica 15 gennaio e durerà per 30 giorni.

Il decreto specifica anche che la Polizia nazionale peruviana mantiene l'ordine interno con il supporto delle Forze armate, che interverranno "in conformità con le norme vigenti". L'articolo quattro del documento estende da domenica e per dieci giorni l'immobilizzazione sociale obbligatoria nella regione meridionale di Puno. In quest'area del Paese è fatto divieto ai residenti di uscire dalla propria abitazione se non per motivi dovuti alla salute e al lavoro tra le 20 e le 16.

Nell'ultima settimana la regione è stata uno degli epicentri delle proteste. A Juliaca, le proteste sociali che chiedono le dimissioni della presidente Dina Boluarte, la chiusura del Congresso e le elezioni per il 2023 hanno vissuto il giorno più tragico, con 17 morti tra i manifestanti. Sono 49 le persone morte nelle proteste da quando Castillo è stato destituito con una procedura di messa in stato di accusa ("impeachment) dopo essere stato accusato di ribellione e tentato colpo di stato, in seguito al suo discorso del 7 dicembre 2022 in cui aveva annunciato lo scioglimento del Parlamento.