Perù, sale a 75 morti il bilancio delle inondazioni causate da El Niño

La manciata di secondi che fa la differenza tra la vita e la morte. A Canete, 160 chilometri a Sud della capitale Lima, in Perù, un uomo scampa per un pelo alla forza dell’acqua quando la sua auto viene trascinata fuori da quel che resta della strada. Il parabrezza va in frantumi a causa dell’impatto contro una roccia ed è soltanto così, uscendo a fatica dalla parte anteriore dell’auto, che il conducente si salva.

Sono immagini che illustrano bene le condizioni climatiche che il Paese sta affrontando da oltre due settimane. Maltempo ed inondazioni cominciati nelle aree costiere settentrionali ma che ormai interessano tutto il Paese. Il bilancio delle vittime è salito a 75 morti e 20 persone tutt’ora disperse.

“Abbiamo la casa piena di fango, una pietra ha colpito mia madre all’anca e per poco la corrente non l’ha portata via. Abbiamo bisogno d’aiuto” dice una donna della provincia di Lima.

La Colombia ha inviato 30 tonnellate di aiuti umanitari per il Paese vicino, colpito in maniera improvvisa e particolarmente violenta dal fenomeno stagionale de El Niño.

Una situazione che, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile peruviana (INDECI, Instituto Nacional De Defensa Civil), ha già colpito più di 625.000 persone in tutto il Paese, 70.000 delle quali hanno perso la propria abitazione. Una situazione che, in base alle previsioni meteo, sembra destinata a perdurare per almeno altre due settimane.

More rain to plague Peru as death toll rises amid worst flooding in decades – https://t.co/6Yi6pz3P2x https://t.co/xGXrdbOFGJ #PeruDaily pic.twitter.com/319flBfg2K— Peru Daily News (@PeruDaily) 20 marzo 2017

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