Per Barbara Lezzi, "il premier è solo un mediatore"

“Il governo deve ancora trovare una direzione. Ma dico una cosa: se cediamo su ex Ilva, prescrizione e revoca ad Autostrade, allora meglio andare a casa. Sull'ex Ilva non accetto scudi penali. C'è già una legge, mancano solo i decreti attuativi”. È intransigente e non una mezzi termini la senatrice 5 Stelle Barbara Lezzi in un'intervista al Corriere della Sera.

All'ex ministra per il Sud nel governo Conte1 “le parole riformista e progressista” non piacciono perché in una certa misura “si dicevano riformisti anche Berlusconi e Fornero”. Quanto al centrosinistra, “non mi interessa” dice Lezzi, che puntualizza: “Io non sono di destra, ma noi siamo nati tanti anni fa fuori dagli schieramenti. E dobbiamo rimanerci” anche se non tornerebbe con la Lega, perché  “il problema non è tornare o no con loro” in quanto il punto semmai è “che Salvini si è dimostrato totalmente inaffidabile” mentre il premier, allo stato attuale, “è soltanto un mediatore” e non certo un leader del centrosinistra.

E sul risultato elettorale di domenica 26 gennaio, Lezzi ha idee piuttosto chiare e nette: “È vero che noi siamo andati male, ma il Pd non può certo dire di essere andato benissimo. Ricordiamoci - aggiunge Lezzi - che aveva due regioni e una l'ha persa. E tra l'altro l'Emilia-Romagna per la prima volta è tornata contendibile. Non proprio un bel risultato. Quindi il Pd ora non può avanzar e nessuna pretesa sul governo” dice l'ex ministro 5 Stelle nel rispondere alla domanda se il Pd sia stia imponendo troppo in questa fase sul Movimento