Per Bettini una lista di Conte "sarebbe un bene"

Giuseppe Conte? "Fa bene a voler continuare a fare politica" perché "Conte si è conquistato un ruolo importante, ha fatto scelte politiche nette contro la destra, ha avuto pazienza e decisione". In un'intervista al Corriere della Sera, Goffredo Bertini, già deputato Pds e Ds, europarlamentare, ispiratore politico e suggeritore del segretario Pd Nicola Zingaretti, dice che il premier "al contrario di personalità come Monti o Dini, sta lavorando non solo per risanare i conti ma anche per rilanciare la crescita in un contesto di maggiore giustizia sociale" e che in questa prospettiva "è una carta importante per il futuro della Repubblica". 

Secondo Bettini, c'è "un fermento di forze liberali, cattoliche, moderate ma sinceramente democratiche che intendono organizzarsi meglio contro la destra" e "se Conte le dovesse raccogliere, questo sarà un bene". "Anche nella forma di una sua lista elettorale", precisa Bettini, perché "Conte è un nostro alleato, non un avversario". Quanto al governo, però, dopo il Conte bis per Bettini "se cade, si va dritti alle elezioni". E queste ci saranno "solo se ci dovessimo accorgere che questo governo non è più utile all'Italia" mentre non incide e non è affatto "decisiva la data del referendum sul taglio dei parlamentari". Ma il governo, trae un primo bilancio Bettini, ha "evitato che Salvini varasse una finanziaria tutta in debito che ci avrebbe portato fuori dall'Europa", "l'aumento dell'Iva e recuperato molti miliardi con l'abbassamento dello spread", ovvero degli interessi sul debito, infine ha portato a termine "una manovra di bilancio buona, perché più giusta e orientata agli investimenti". "Passi in avanti" anche su immigrazione, Sud, crisi aziendali ci sono stati passi in avanti".

Ultimo ma non ultimo, dice ancora Bettini, "c'è stato un regalo di Natale a mio giudizio importante" con la nomina Gaetano Manfredi a ministro dell'Università e della ricerca, che l'esponente dem vicinissimo al segretario del Pd ritiene "una scelta davvero coraggiosa e azzeccata di una personalità autonoma e universalmente stimata". E adesso? Adesso, "come ha chiesto per primo il Pd, occorre registrare meglio il percorso futuro" dice Bettini che all'orizzonte vede il traguardo di gennaio, mese in cui Conte "si è impegnato a presentare le sue proposte circa le priorità del programma".

Poi, chiosa Bettini, "mi auguro che tutti scalpitino meno. L'Italia, già abbastanza fragile e in difficoltà, ha bisogno di ricostruire, non di sfasciare ancora". Infine il Pd, per il quale lo stesso Zingaretti, a detta del suo consigliere più stretto e fidato, "avverte che dall'ultimo recente congresso del Pd è cambiato tanto". Ovvero, "eravamo isolati e perdenti" mentre secondo Bettini "oggi teniamo bene nei sondaggi dopo una pesante scissione e governiamo da protagonisti l'Italia". Eppure, proprio queste nuove responsabilità "ci obbligano - dice - ad un salto in avanti culturale", cioè "sulla qualita' delle nostre proposte, sull'organizzazione del partito". Bettini valuta che il segretario "si è conquistato il consenso e ha ottenuto i risultati concreti necessari per impostare e guidare una nuova fase". Una fase di svolta.