Per Calderoli "sarebbe paradossale che due perdenti costituiscano un governo"

marvin ceccato

"Se devo pensare a quello che è rimasto sul tavolo del contratto di governo direi che è traditore chi ha preso in giro gli alleati e il Paese. Penso alla riforma delle autonomie regionali, ma anche alla flat tax". Parola di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, esponente storico della Lega, a cui tutti, maggioranze attuali e passate, opposizioni di oggi e di ieri, riconoscono tre qualità: grande lavoratore, onestà intellettuale, grande conoscenza di regolamenti parlamentari e leggi elettorali.

Sulla possibilità di una maggioranza giallo-rossa, con il Pd in soccorso ai 5 Stelle, Calderoli nota parlando all'AGI: "Sarebbe paradossale che due perdenti alle elezioni possano costituire un governo. Oltretutto, le simulazioni che leggo sui giornali fanno vedere che vi sarebbe una maggioranza risibile, possibile in Parlamento, ma assolutamente opposta alla realtà dei fatti".

"Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire", aggiunge riferendosi al premier, Giuseppe Conte. "Glielo ha detto Salvini e abbiamo proposto una mozione di sfiducia, ma Conte comunque, ha deciso di presentarsi in Parlamento", spiega Calderoli a chi gli chiede che cosa succederà martedì prossimo, in Senato, giorno delle comunicazioni alle Camere del presidente del Consiglio. Il premier, "dopo aver sentito gli interventi in Aula, nella discussione generale che seguirà le sue comunicazioni, salirà al Quirinale, senza aspettare che la crisi di governo, che è già una realtà politica, venga formalizzata da un voto dell'assemblea".

Il taglio del numero dei parlamentari, battaglia che la Lega rivendica come propria arriverà a diventare legge? "Se vi sarà la sfiducia al governo o se Conte deciderà di dimettersi, l'esecutivo potrà procedere solo per portare avanti gli atti obbligatori", spiega ancora l'ex ministro. Dunque, per "il momento non si potrà affrontare la modifica costituzionale". E sulle determinazioni del capo dello Stato, Sergio Mattarella, osserva: "Sulle prerogative e sulle decisioni del presidente non è mai corretto entrare. Fino ad ora si è dimostrato molto prudente e rispettoso" del dettato Costituzionale.