Per Conte un pareggio che assomiglia a una sfiducia

·5 minuto per la lettura
Il leader del M5s Giuseppe Conte (Photo: Francesco Fotia)
Il leader del M5s Giuseppe Conte (Photo: Francesco Fotia)

Il Senato è sempre stato raccontato come il paradiso dei contiani. Lì è tutto blindato, sono tutti per Giuseppe Conte, altro che la Camera, dove le sabbie sono più che mobili, dicevano. E invece la corsa al nuovo capogruppo M5S in Senato finisce con un pareggio fra Ettore Licheri, sostenuto dall’intera nomenklatura del nuovo capo politico, e Maria Domenica Castellone, senatrice e dottoressa campana, che ha detto no al diktat dell’unanimismo e ha saldato intorno alla sua candidatura dissensi organici e non, inchiodando l’avversario a un 36 a 36 totalmente inaspettato.

Per mascherare quella che in realtà sarebbe stata una sconfitta, i sostenitori di Licheri hanno duramente contestato una scheda che per regolamento sarebbe stata nulla, pur riportando una chiara indicazione di voto, un breve parapiglia risolto dalla stessa Castellone, che ha fatto il beau geste di concedere la scheda all’avversario. Il risultato non cambia. Dal punto di vista tecnico, visto che nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza assoluta di 38 voti necessari nelle prime due votazioni per spuntarla. E da quello politico, sul quale Conte dovrà riflettere per evitare che il Movimento che ha appena preso in carico gli si sfarini tra le mani.

Il risultato è talmente clamoroso che Conte a sera dirama una nota, un precedente mai visto prima nella storia del Movimento, e che testimonia il momento di grande debolezza. L’ex premier fa buon viso a cattivo gioco, parla di “sintomo positivo di dialettica interna”, “forte vitalità politica necessaria per proseguire con entusiasmo in questo percorso di rilancio”. E ancora “non ho riscontrato traccia di spaccature né elementi che possano accreditare l’immagine distorta che qualcuno ha interesse strumentalmente a diffondere in queste ore per alimentare nuove divisioni”. Il clima è talmente idilliaco che per evitare il patatrac è lo stesso conte a comunicare il rinvio della seconda votazione alla settimana prossima, “nell’auspicio di lavorare insieme a una sintesi”. Una confessione indiretta che la partita l’ha seguita da vicino e ha provato a gestirla, intestandosi in prima persona la comunicazione del rinvio senza che il Senato usasse i propri canali come da prerogative per una questione attinente al gruppo parlamentare. Rinvio sul quale, spiegano fonti M5s, ha avuto un ruolo non secondario.

L’ex premier paga una gestione da uomo solo al comando e insieme la refrattarietà a prendere decisioni nette e gioco forza divisive per dare un indirizzo rinnovato a quel che doveva essere il “suo” Movimento e che mai come oggi non sembra tale. “Gli hanno raccontato un mondo che non esiste, e lui ha contribuito a perdersi pezzi per strada”, racconta un senatore. Il mondo che il suo cerchio magico gli ha dipinto era quello di un Senato blindato, lo zoccolo duro sul quale poter fare affidamento, le truppe dalle quali partire per la ricostruzione. Che l’aria fosse pesante lo testimonia il grande attivismo dei suoi luogotenenti, che cercavano uno a uno i colleghi per convincerli a votare Licheri. Raccontano che Agostino Santillo, vice designato del capogruppo uscente, sia stato attivissimo: “Chiamava, parlava, prometteva incontri con Conte in caso di esito felice per il suo ticket”. Quasi un boomerang. Mario Turco, Paola Taverna, Vito Crimi, tutti i big si sono spesi per una candidatura che fino a qualche tempo fa sembrava dovesse essere l’unica e che adesso rischia addirittura di naufragare.

Pochissimo è piaciuta la nomina dei cinque vice (tra cui proprio Taverna e Turco), considerati tutti vicini al leader, nessuno spazio per sensibilità o posizioni diverse, tutti nominati, nessun coinvolgimento del gruppo parlamentare, figuriamoci la rete. “Quella scelta oggi ha pesato nel segreto dell’urna”, dice un senatore di lungo corso. Senza contare che le nomine degli altri organi previsti dal ponderoso statuto latitano senza un perché. La nuova organizzazione, il nuovo corso promesso e sbandierato, la rigenerazione del Movimento finora è passata solamente da una campagna per le amministrative condotta in solitaria, senza che nessuno potesse parlare dai suoi palchi per non fargli ombra, da un magrissimo risultato nelle urne, e dall’assenza quasi completa di nuovi contenuti, di una nuova storia da raccontare che non fosse una stanca rivendicazione dei risultati ottenuti durante i suoi governi.

Il modello dell’uomo solo al comando non funziona. Lo ha sperimentato Beppe Grillo sulla sua pelle, in parte anche Luigi Di Maio, Conte non sembra aver imparato dagli errori di chi lo ha preceduto. Così rischia di diventare improvvisamente un generale senza truppe, perché a Montecitorio la situazione se possibile è ancora più balcanizzata, e ad oggi un suo candidato avrebbe possibilità di vittoria quasi nulle. Dello sbandierato “entusiasmo” non si vede traccia, il “percorso di rilancio” è racchiuso in cinque nomine calate dall’alto.

Il voto indebolisce pesantemente la leadership contiana, che ieri non è riuscita a trasformare in voti le piazze riempite nel suo tour per l’Italia, e oggi rischia di trovarsi sostanzialmente senza una base parlamentare, e a questo punto poco importa se a spuntarla per un’incollatura sarà Licheri o sarà Castellone, perché il dato politico è quello di un gruppo che non solo non risponde alle sollecitazioni del capo politico, ma se ne infischia allegramente.

Lo stress-test (fallito) dei capigruppo è solo un piccolo antipasto della portata principale che verrà servita con l’elezione del Quirinale. Al momento non v’è certezza alcuna che qualsivoglia linea assunta dalla leadership non venga sgretolata dal segreto delle urne. Chiunque si sieda al tavolo delle trattative con Conte ne è consapevole: il leader del Movimento 5 stelle non ha il controllo del suo partito.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Leggi anche...

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli