Per Fioramonti ecologia e ambiente devono diventare materie scolastiche

alberto ferrigolo

“Se fossi un sovranista mi batterei per promuovere le spremute italiane e il panino al prosciutto, non per sostenere le multinazionali delle bevande gasate”. In un'intervista a La Stampa il neoministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti sostiene che l'ecologia e l'ambiente “devono diventare materie scolastiche”. E in questo quadro rientra anche il discorso su una giusta forma di alimentazione.

Tanto che il ministro aggiunge che “in Italia il business delle merendine fattura miliardi. Non è un caso che l'uomo più ricco del Paese sia un produttore di merendine. Quello che a me preme è proteggere il futuro dei nostri ragazzi”. Quanto alla tassa proposta e al rischio che vi debba rinunciare, vista un po' la sollevazione, anche da parte del suo capo politico Luigi Di Maio, il titolare del dicastero di viale Trastevere afferma che nel governo è “in corso un giusto dibattito sulle proposte da avanzare in vista della manovra. Queste sono le mie proposte e le faccio da mesi ma è legittimo che ci siano posizioni diverse”. E in caso di bocciatura della proposta, aggiunge, “non spetta a me l'onere e l'onore di trovare risorse per bilancio, è compito del Mef”.

La polemica sugli scioperi per il clima

Circa la bocciatura anche della circolare in cui invita le scuole a considerare giustificate le assenze di chi venerdì sarà in piazza per il clima, Fioramonti osserva solo che nella circolare “chiedo alle scuole, nella loro autonomia, di considerare questa dicitura accettabile ai fini dell'assenza e di non inserirla nel calcolo delle assenze totali”.

E che i genitori “invece di scrivere nel libretto delle assenze ‘motivi personali' o un'altra dicitura non vera, hanno il diritto di indicare che il figlio o la figlia sono andati alla manifestazione per il clima”. Tutto qui, dunque. Ma al quotidiano che fa osservare che chiedere di giustificare chi non va a scuola è una presa di posizione non usuale per un ministro dell'Istruzione, Fioramonti risponde di ritenere che “e la battaglia per un mondo sostenibile debba entrare in modo permanente nel mondo della scuola”. “Siamo il ministero dei giovani – aggiunge - abbiamo una responsabilità in più e vorrei che la scuola diventasse un grande laboratorio di innovazione. Lo sviluppo sostenibile deve entrare nella formazione a tutti i livelli”.

Il ministro poi dice anche di voler “innovare la didattica nelle scuole introducendo temi legati alla sostenibilità in ogni materia, dalla scienza alla storia. Vorrei che la sostenibilità diventasse il fil rouge che caratterizza la didattica nelle scuole italiane” e per questo obiettivo, dice, “mi sono dotato di un consiglio scientifico sullo sviluppo sostenibile” di cui “ne fanno parte persone di spicco come Enrico Giovannini, Jeffrey Sachs e Vandana Shiva”.