Per gli allevamenti bovini arriva la sfida della transizione ecologica

Redazione
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ROMA (ITALPRESS) - Gli allevamenti di bovini di fronte alla sfida della sostenibilità, alla transizione ecologica, al modo in cui coniugare tradizione e innovazione. È questo il tema del webinar promosso da Cia-Agricoltori Italiani dal titolo "Allevamenti bovini e transizione ecologica", un evento online si è svolto in diretta da un'azienda specializzata nell'allevamento di bovini a Eraclea, in provincia di Venezia.

Per il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini, il settore "ad oggi rappresenta in termini di fatturato circa 40 miliardi di euro dislocati tra produzione e trasformazione. Un settore che coniuga da anni - ha evidenziato - tradizione con innovazione e sostenibilità ambientale, una produzione storicamente allocata all'interno del concetto di economia circolare".

"L'obiettivo che ci prefiggiamo con la nostra azione di governo - ha spiegato Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - è offrire leve e strumenti necessari per assicurare la transizione ecologica e digitale, che rappresenta l'obiettivo principale del Green new deal. Questo processo di transizione deve andare di pari passo a quello riguardante il rafforzamento della competitività del settore agricolo che non è raggiungibile senza il contributo attivo della vostra filiera", ha aggiunto Patuanelli nel suo videomessaggio rivolto ai partecipanti al webinar.

"Questo contributo - ha proseguito - merita di essere adeguatamente sostenuto fornendo ad agricoltori e allevatori un pacchetto di strumenti-intervento per facilitare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili e consentendo loro di beneficiare di un'enorme opportunità economica a tutela del proprio reddito. La sfida della sostenibilità - ha aggiunto - non è una questione puramente ambientale ma di competitività delle filiere produttive e più in generale del nostro modello di sviluppo agroalimentare". Per il ministro "la filiera zootecnica italiana è ai primi posti per la qualità delle produzioni, i nostri allevatori hanno da tempo avviato un percorso virtuoso" e "ci sono i margini per rendere i nostri allevamenti ancora più green in un'ottica circolare". "Strumenti e risorse - ha sottolineato - sono messi a disposizione dal Pnrr e dalla riforma della Pac".

"Abbiamo coscienza - ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un videomessaggio - di essere una regione agricola: la seconda agricoltura italiana con oltre 6 miliardi di fatturato, 350 prodotti tipici, primi per vini con più di 55 denominazioni, tra le quali va ricordata la più grande al mondo, il prosecco". Zaia ha sottolineato "il grande lavoro che stanno facendo i nostri agricoltori in un contesto che va a permearsi con gli altri comparti produttivi. Da noi agricoltura è innovazione e ricerca - ha aggiunto - e lo si vede da un grande segnale dell'agricoltura veneta: tutti gli anni i giovani vi entrano in maniera importante con nuove imprese".

"Quando parliamo di sostenibilità ambientale dei sistemi zootecnici facciamo principalmente riferimento alle emissioni di gas serra e al loro impatto sui cambiamenti climatici", ha spiegato Bruno Ronchi, ordinario di Nutrizione e Alimentazione Animale dell'Università della Tuscia. "La zootecnia - ha aggiunto - è in uno stato di pesante accusa, talvolta anche con dati non corrispondenti alla realtà".

Per Ronchi, però, in tema di sostenibilità, "dovremmo anche correttamente considerare i benefici multipli forniti dagli allevamenti al genere umano". "A livello nazionale, l'agricoltura nel complesso - ha ricordato - rappresenta poco più del 7% delle emissioni, quindi a ben guardare sono altri i problemi in termini di emissioni di gas serra, come trasporti e produzioni industriali. Nell'ambito di questo 7% di 'responsabilità' dell'agricoltura - ha continuato - , il 65% delle emissioni, pari a poco più del 5% del totale nazionale, deriva dagli allevamenti".

Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, ha poi sottolineato "come sia possibile integrare l'attività di allevamento dei bovini da carne" con la transizione ecologica e ha evidenziato "quanto sia avanzata la capacità degli allevatori in termini tecnologici da trent'anni a questa parte".

(ITALPRESS).

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