Per il centenario della nascita di Sordi è in arrivo anche un docufilm

antonella piperno

Un bis-tributo per Alberto Sordi. Per il centenario della sua nascita, il 15 giugno 2020, il re della commedia all'italiana verrà raccontato su Raiuno in forma di fiction e di docufilm. Le riprese, finite poco più di un mese fa di “Alberto” il film tv di Ocean productions e Rai Fiction diretto da Luca Manfredi, che vede Edoardo Pesce nei panni di Sordi e racconterà la sua professionale dagli inizi della sua carriera al '54 e quella privata, liaison con Andreina Pagnani compresa, hanno passato il testimone a quelle, appena iniziate  a Trastevere, dove l'Albertone nazionale è nato, di ‘Alberto Sordi, un italiano come noi', docufilm con voce (e volto) narrante di Sabrina Impacciatore

Nato da un'idea di Andrea Lorusso Caputi e di Giancarlo Governi, autore della sceneggiatura, il docufilm  ripercorrerà in cento minuti  vita e opere di Sordi attraverso testimonianze, aneddoti e immagini di repertorio cinematografico, televisivo e radiofonico. Diretto da Silvio Governi, prodotto da Raicinema e da  “Produzione straordinaria” dopo un passaggio nelle sale cinematografiche nel 2020, sarà trasmesso, come il film tv, da Raiuno, probabilmente nella data del  compleanno dell'attore.

Giancarlo Governi vanta una lunga collaborazione con Sordi, nata nel '77 in occasione della genesi di ‘Storia di un italiano', celebre programma di Raidue,  e sfociata nel libro “Alberto Sordi, un italiano come noi” che dà il titolo al docufilm e soprattutto in una grande amicizia familiare: “Avevamo anche l'abitudine di Festeggiare insieme i nostri compleanni, lui il 15 giugno, io il 16 - racconta all'Agi- la gente mi chiedeva sempre “Ma com'è nella vita Sordi?” e io rispondevo “Come lo vedete al cinema”. Aveva il cervello in continua ebollizione, non si placava mai, eccezion fatta per quando dopo pranzo si concedeva la pennichella e al telefono alla domestica faceva dire “Il signor Sordi è partito”.

Per narrare opere e gesta di Sordi Governi ha scelto la Impacciatore perché “è romana, è donna e fa parte della generazione di protagonisti della commedia all'italiana di cui  Sordi è stato maestro - spiega - Non solo: Ettore Scola una volta mi disse che per poteva essere lei la nuova Monica Vitti”.

Il docufilm, costellato da interviste di repertorio a Ettore Scola, Luigi Magni, Giovanna Ralli e, tra gli altri Carlo Verdone, autore a sua volta di un documentario su Sordi, “Alberto il grande”, è  girato nei luoghi romani che hanno accompagnato la vita e la carriera dell'Americano a Roma. Dalla Rai di via Teulada a quella di via Asiago, dove andavano in scena i personaggi radiofonici de ‘Il compagnuccio della parrocchietta', ‘Il conte Claro' e ‘Mario Pio'; dal Campidoglio, dove in occasione dei suoi 80 anni Sordi è stato sindaco per un giorno per volere dell'allora prima cittadino Francesco Rutelli, al Vittoriano, dove la Impacciatore racconterà i tre grandi film con Sordi protagonista  ‘La grande guerra', ‘Tutti a casa'   e ‘Una vita difficile'. 

Per raccontare i suoi inizi nel varietà e la sua grande prova d'attore e regista in ‘Polvere di stelle' il set si sposterà in piazza Colonna alla Galleria Sordi e quindi, in collaborazione con la Fondazione Sordi, nella sua villa di fronte a Caracalla, tra lo studio, la celebre barberia, la stanza da letto dove lo ha raggiunto la morte, i suoi abiti e i suoi costumi: “La casa di Sordi è un monumento alla sua arte” chiarisce Governi “quando ci siamo andati per  la prima ricognizione con la Impacciatore le tremavano la gambe. In quelle stanze c'è la presenza  magica di Sordi, ci ha vissuto dal '59 al 2003 tutto parla di lui”. Il docufilm darà largo spazio anche alla sala cine-teatrale da cento posti che Sordi si era fatto costruire in casa, con tanto di camerini.