Per il governo Diab un compito da Titano. E i libanesi ai miracoli non credono più

Giulia Belardelli
Libano

È un compito titanico quello che si trova a dover affrontare il nuovo governo libanese, nato ieri e già respinto dai manifestanti. Una “missione erculea”, la definisce il sito The New Arab, perché nel caso del Libano si tratta di “salvare un’economia in rovina”. Ne è consapevole anche il primo ministro Hassan Diab, riunito in queste ore con i suoi 20 ministri: il Libano oppresso dal debito si
trova ad affrontare una “catastrofe” economica, ha dichiarato. “Oggi siamo in un vicolo cieco finanziario, economico e sociale”, ha detto nelle osservazioni lette da un funzionario del governo mentre è in corso il primo incontro del nuovo esecutivo a Beirut.

Il presidente Michel Aoun ha avvertito che è necessario che il nuovo governo affronti la difficile situazione economica e riconquisti la fiducia della comunità internazionale nelle istituzioni libanesi. Aoun ha assicurato che è stato già preparato “un piano economico e riforme finanziarie che il governo dovrà attuare o modificare se necessario”. Il Libano è il terzo Paese più indebitato al mondo, con il debito pubblico che sfiora il 160% del Pil.

“Questo è un governo che rappresenta le aspirazioni dei manifestanti la cui mobilitazione a livello nazionale va avanti da oltre tre mesi”, ha detto Diab, che era stato designato più di un mese fa con il sostegno del potente movimento sciita Hezbollah, dopo le dimissioni, più di tre mesi fa, del suo predecessore Saad Hariri.

“Siamo di fronte a un punto morto finanziario, economico e sociale”, ha riconosciuto Diab. “Stiamo affrontando un disastro e dobbiamo alleviare l’impatto e le ripercussioni di questo disastro sui libanesi”. “Le sfide sono immense” e “i libanesi sono stanchi delle promesse e dei programmi che non vengono rispettati”, ha sottolineato il nuovo premier di Beirut.

Il governo di 20 membri è costituito da tecnici appoggiati dai partiti politici e include sei donne, numero record per il Libano, che controllano...

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