Per il Mit la maggioranza dei viadotti del Centro Sud hanno problemi di degrado

giorgia ariosto

"Sulla stragrande maggioranza dei viadotti c'è uno stato avanzato di degrado per tutte le componenti". Lo ha sottolineato il capo dell'Ufficio ispettivo territoriale (Uit) di Roma del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Placido Migliorino, illustrando l'esito delle verifiche condotte sullo stato conservativo dei viadotti e sulle condizioni di sicurezza che hanno portato a elaborare nuove linee guida per la manutenzione.

Il ministro Danilo Toninelli, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, ha incaricato l'Uit di Roma di eseguire sulla rete di propria competenza, che si estende per circa 2 mila chilometri del Centro-Sud del Paese, verifiche straordinarie. Da settembre 2018 a luglio 2019 sono stati condotti circa 180 sopralluoghi verificando lo stato di altrettanti viadotti nella rete autostradale di competenza. "Sono state ispezionate tutte le tipologie di viadotto presenti sulla rete autostradale", ha spiegato Migliorino sottolineando che "spesso i problemi sono occulti, non si vedono".

Il ministro è tornato su Ponte Morandi (il 14 agosto sarà un anno dalla tragedia che costò la vita a 43 persone): "Oggi è finito il modello delle concessioni autostradali che ha portato al Ponte Morandi: non è solo finito sulla carta, è finito sostanzialmente". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, nel corso di una conferenza stampa al Ministero annunciando le nuove linee guida per i controlli dei viadotti autostradali.

"È completamente cambiato il modello dei rapporti tra Stato e concessionarie, lo Stato è tornato a fare lo Stato. Prima che arrivasse il sottoscritto in questo ministero accadeva che il Mit non controllasse lo stato di salute, di tenuta infrastrutturale di quel viadotto, di quel pilone. Questo non accadrà piu'", ha sottolineato Toninelli. Il ministro ha annunciato che incontrerà le concessionarie per presentargli le nuove linee guida. "Loro si opporranno ma questo è il modello che loro dovranno applicare. Prima se la cantavano e se la suonavano, ora lo Stato fissa il modello e i concessionari si devono adeguare. Questo significa manutenzione, controllo e sicurezza", ha spiegato Toninelli. "Oggi con questo modello, i viadotti in Italia sono sicuri perché chi li gestisce è obbligato a curarsene come non accadeva prima", ha aggiunto.