Per il presidente dell'Inps Tridico la ripresa c'è ed è robusta

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AGI -  “La ripresa? Stando ai numeri a disposizione dell'Inps c'è ed è molto robusta”, spiega il presidente dell'Istituto di previdenza Pasquale Tridico in una intervista al quotidiano La Stampa, tanto che “nei primi 5 mesi di quest'anno registriamo infatti un andamento molto positivo delle entrate, grazie ai contributi che versano le imprese: sono aumentate di oltre 5 miliardi, il 9,5% in più dello stesso periodo del 2020 e tornando quasi ai livelli del 2019”.

Il presidente spiega che “in parallelo c'è una riduzione del 2,4% dei pagamenti (per un ammontare di 3,5 miliardi) per minori prestazioni, dalle pensioni, ai sostegni, agli ammortizzatori. Di fatto, con questi dati, il disavanzo di 7,1 miliardi segnalato da Civ si riassorbe fisiologicamente”.

Tuttavia, annota il presidente dell'Inps, “la richiesta di Cig resta alta, perché le aziende nell'incertezza continuano a chiederla sebbene in maniera minore rispetto allo scorso anno. Non siamo ancora tornati al livello del 2019 ma nemmeno a quello del 2020. Poi un conto sono le richieste di autorizzazione ed un altro sono le ore effettivamente utilizzate, il tiraggio, che sono meno. L'anno scorso di Cig abbiamo speso oltre 18 miliardi, 20 volte in più rispetto al 2019, quest'anno il legislatore ne ha previsti solo 8”.

Ma questa, osserva ancora Tridico, “è la lezione della pandemia: come con la cassa Covid occorre dare protezione sociale a tutte le attività, tutte le tipologie, tutte le aziende di tutte le dimensioni, sapendo però che ci sono aziende che non utilizzeranno mai – se non in situazioni molto particolari, tipo Covid – gli ammortizzatori, ed altre che come le costruzioni la utilizzano in base ai fenomeni metereologici.

Per Tridico "si tratta, e non sarà facile, di catturare questi estremi in una riforma che vuole giustamente essere universale. Perché tutti i lavoratori devono avere la cassa integrazione o comunque un sussidio di copertura, ma tutti devono pagare in base al rischio di ricorrere effettivamente alla cassa perché altrimenti in un sistema mutualistico il pericolo è quello di aumentare il costo del lavoro”. 

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